Tre di ‘noi’ alle Olimpiadi di Rio2016. Lo ricorda il premio ‘Ragusani nel Mondo’

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RAGUSA – C’è anche lo sport ragusano alle prossime Olimpiadi di Rio. Ben tre atleti della nostra terra saranno sotto i riflettori dell’attenzione mondiale nelle rispettive discipline. Si tratta di Luca Marin, nuotatore originario di Vittoria, lo schermidore modicano Giorgio Avola ed il ciclista ragusano Damiano Caruso. Accanto agli ‘operativi’, gli atleti che scenderanno in vasca, pedana, pista, da ricordare anche il modicano Eugenio Migliore, maestro di scherma ed allenatore di Giorgio Avola.

Ai tre atleti ragusani, oltre il proprio personale impegno, deve anche aver portato fortuna il premio ‘Ragusani Nel Mondo‘, perchè tutti sono stati premiati durante le scorse edizioni. Ed anche quest’anno un riferimento sarà fatto allo sport proprio per ricordare, in occasione delle Olimpiadi Rio2016 ed i nostri atleti. In quella stessa occasione, premo alla Pegaso Basket per la propria partecipazione alle nazionali di basket Junior

Ragusani nel Mondo, 22^ edizione

Il premio Ragusani nel Mondo, è intanto arrivato alla 22^ edizione. Una marcia longa per una manifestazione che si qualifica oggi come una delle maggiori attività di promozione del nostro territorio. E che da 22 anni vede al comando operativo Sebastiano D’Angelo, direttore e mente del premio.

Quest’anno le serate del premio saranno tra il 5 ed il 6 agosto, sempre in piazza Libertà, con un focus quest’anno su Moda e Musica. Previste quindi serate di sfilate con stilisti iblei sia che operano nella nostra area che nel resto del Mondo: Carlo Alberto Terranova modicano, Sal Giardina di Pozzallo, Salvatore Piccione di Donnalucata.

Ospite d’eccezione sarà Iva Zanicchi e proprio nel campo musicale saranno premiati i Gold Finger gruppo musicale anni ’70, Giovanna Guastella maestra di canto per centinaia di bambini ragusani con il suo coro Mariele Ventre; il pianista Alberto Firrincieli che ha fatto conoscere lo studio dell’arpa in Thailandia e il tenore ibleo Ettore Scala. Premio speciale per i fratelli ballerini Aurora e Maurizio Licitra, ormai famosi a livello internazionale.

E poi tutta il parterre dei premiati, molti dei quali ormai stabilmente all’estero, ma che con questo premio rinnovano i propri legami e le radici con l’area iblea. (qui l’elenco dei premiati)

Una storia nata per ‘colpa’ di un tipografo

A pochi giorni da questo 22° palco dedicato alla ‘ragusanità iblea’, interessante è anche la storia di questo premio, che meglio conosce Sebastiano D’Angelo, ufficialmente ‘semplicemente’ direttore del premio ma in realtà assoluto fulcro organizzativo del tutto.

Sebastiano D'Angelo, direttore del premio
Sebastiano D’Angelo, direttore del premio

A dire il vero – ricorda D’Angelo prendendo un caffè vicino piazza Libertà e parlando tra una telefonata e l’altra, tra cui una direttamente dall’Australia – il premio è nato davvero con una strana storia. In realtà l’associazione era già attiva dal 1991 ed in seno al direttivo si parlava di questo premio per omaggiare gli emigrati ragusani sparsi per il mondo. Ci abbiamo messo, diciamo, 4 anni a parlarne fin quando, durante la festa di San Giovanni del 1995, Salvatore Gurrieri che era nel direttivo ed anche tipografo incaricato di stampare i manifesti della festa, tagliò la testa al toro e nei manifesti stampati inserì, tra le manifestazioni, anche il premio Ragusani nel Mondo prima edizione. Uno ‘scherzo’ che ci fece andare nel panico perchè dalle chiacchiere si passava ai fatti: presi e buttati in scena quasi senza saperlo. Organizzammo tutto al meglio e tirammo in ballo come primo premiato Giovanni Giuffrè, un imprenditore ibleo residente a New York che in realtà era in vacanza in provincia. Questo il glorioso e romantico inizio della manifestazione‘.

LA foto del direttivo (di oggi) dell'associazione Ragusani nel Mondo. Si riconoscono seduto sulla dx il presidente, Franco Antoci e dietro, con
La foto di alcuni dei sosi dell’associazione Ragusani nel Mondo. Si riconoscono seduto sulla dx il presidente, Franco Antoci e dietro, con la camicia viola a maniche corte, il direttore Sebastiano D’Angelo. Il direttivo oggi è composto da Antoci appunto presidente, Brich vpresidente, Giovanni Mezzasalma, Salvatore Gurrieri, Angelo Burgio, Gianni Licitra e Gaetano D’Onufrio con Sebastiano D’Angelo direttore del premio

Una manifestazione che era nata proprio per celebrare l’emigrazione dei ragusani verso altre terre. In un periodo, bisogna ricordare, dove i contatti erano legati al telefono (a gettoni!) e non c’erano FB, Skype e tutte le altre modernità che ti fanno sentire oggi vicino anche a chi è lontano (adesso, secondo i giudici, ci si può persino anche sposare via Skype!).

In effetti l’idea era proprio di celebrare i tanti ragusani sparsi per il mondo e la laboriosità iblea nel mondo – dice ancora il direttore. Ricordo che allora, durante il periodo natalizio si spendevano 300/400.000 lire di telefonate per mantenere i rapporti con tutti e fare gli auguri. Periodi gloriosi‘.

Da allora il premio è cresciuto con la caratteristica che il 99% dei premiati rimane ‘in rete’ tra di loro, alimentando un flusso di informazioni notevoli.

Oggi le comunità iblee sono presenti con maggior ampiezza in Australia, in Usa, in America Latina. Quest’anno uno dei premiati sarà proprio Mabel Causarano, ministra della Cultura del Paraguay, nata ad Asuncion, ma da nonni della provincia di Ragusa’.

Una rete che ha creato anche un archivio piuttosto ampio di nomi anche papabili per le successive edizioni. E che si accresce sempre più.

Le segnalazioni che ci arrivano su iblei in giro per il mondo, sono praticamente la unica via di selezione. E devo dire che, ormai, la cosa più difficile è selezionare i premiati perchè sono davvero tanti i nomi che ci vengono indicati. Il periodo di maggiori contatti è proprio dopo la serata del premio, quando in tanti propongono ipotesi di nomi per le altre edizioni. E devo dire che scegliere non è facile. Ogni tanto ci scappa anche chi si offende o rinuncia perchè magari alla fine non crede tanto nel simbolo del premio ma piuttosto nel viaggio in Sicilia’, dice con un tono un po’ sarcastico D’Angelo. ‘ Ma in realtà è bellissimo il rapporto che si crea con chi viene contattato e con cui si apre un rapporto che poi non termina praticamente mai

Ragusani a Ragusa

Oggi il premio si sta aggiornando anche nella filosofia. Non solo riconoscendo i Ragusani nel Mondo, ma anche i Ragusani a Ragusa. E forse, oggi chi rimane, è più ‘eroico’ di quelli, che per sfuggire alla fame, comunque partivano con davanti 30 terribili giorni di viaggio di nave, per poi arrivare in America, stare 40 giorni a Ellis Island in ‘quarantena’ e poi entrare negli Usa dovendo lavorare altrimenti venivano sbattuti fuori (molto diverso, sostengono molti, da chi ‘sfugge alla fame’ oggi e viene accolto in hotel a 5 stelle, wi fi, soldi mensili, agevolazioni e prebende che moltissimi italiani non hanno). Gli imprenditori oggi che rimangono in Italia, in Sicilia, a Ragusa devono lottare contro difficoltà simili se non superiori a partire da una amministrazione pubblica incompetente, famelica. Ecco allora il premio agli imprenditori iblei.

Ragusa Ibla
Ragusa Ibla

Oggi vogliamo salutare anche gli imprenditori ragusani che sono rimasti qui e nel nostro territorio operano e che con il loro apporto lo fanno crescere e mantengono alto il privilegio di appartenere alla nostra terra – dice D’Angelo. Ma questo non significa snaturare l’anima del premio, perchè ancora oggi l’emigrazione italiana continua. E’ diversa, magari si parte in aereo. E’ forse maggiormente qualificata, perchè ci sono tanti giovani professionisti che partono ancora per le vie del Mondo‘.

La manifestazione sarà presentata ufficialmente in conferenza stampa il prossimo 3 agosto a Ragusa-

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