SPORT OFF – Il festival del SouthMusical Village… mancu ccumincia.

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Il SicilyMusic Village non parte neanche. Programmato per il prossimo 12 agosto, non aprirà neanche i battenti. Biglietti rimborsati. Perchè? non si sa con chiarezza.

MODICA – Battuta d’arresto, come dice il comunicato del SouthMusic Festival. Tradotto: il programmato festival di musica, turismo e gioventù pensato nei terreni accanto l’Oasi del Re a Marina di Modica (vedi), non si fa più.

Non si fa per niente, a tal punto che l’organizzazione ha già stabilito le metodologie per il rimborso dei biglietti a chi aveva già pensato di prenderli.

Cosa sia successo, in realtà, non si capisce. Il comunicato parla di “prescrizioni e limitazioni non compatibili con la tipologia della manifestazione“. Ma questo ovviamente vuol dire tutto e niente.

Una manifestazione che si pensa e si proprone di così ampia portata, con contatti a livello europeo come indicato, può andare a sbattere contro “limitazioni incompabili“?

E si può, a ridosso della manifestazione che doveva partire il 12 agosto, farsi sfregiare da “prescrizioni incompatibili“?

In effetti, si ha sempre il dubbio che sia la burocrazia, cosa inutile, a mettere i bastoni tra le ruote. Anche a chi fa le cose al massimo del meglio possibile.

E proprio per questo avevamo cercato di sapere qualcosa da Giorgio Cavallo, presidente di questa organizzazione che vanta eventi musicali in tutta la Sicilia e che con amarezza e conivolta emozione ha annunciato l’annullamento di questa manifestazione.

Volevamo capire, con Cavallo, cosa fosse successo, se davvero tutte le attività e le iniziative sono costrette a schiantarsi contro l’inutile muro della burocrazia che alimenta solo se stessa pensandosi cosa necessaria.

Ed invece, Cavallo, è irragiungibile, pare molto impegnato. Abbiamo cercato di contattarlo per diverse vie ma, a dirla chiaramente, non risponde e non vuole rispondere. Pare sia impegnato a rifare delle date di concerto e salvare il salvabile.

Rimane così il dubbio di cosa sia successo. Se davvero è la burocrazia che ti mette daventi a tutti i cavilli possibili e non immaginabili. Oppure spesso ci si trova davanti a tanta buona volontà giovanile, a tanta febbrile voglia di fare che però mal si confà con la gestione ordinata e regolata di attività impegnative?

Cosa che deve far riflettere perchè se la Sicilia, la provincia di Ragusa, la nostra Terra deve cominciare a de-agricolturarsi (speriamo comunque non di molto) e cercare di offrire altro in termini di servizi, anche per il turismo, occorre cominciare a trovare seriamente un interesse comune tra pubblica amministrazione ed inziative dei privati, che sono quelle che, non si dimentichi, portano vera ricchezza.

Ragionando, però, in termini di professionalità e serio impegno lasciando l’improvvisazione ad altri tempi._

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