SOLDI – Sport e tasse: binomio attuale.

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Lo sport, nelle sue diverse forme, sembra uno degli ultimi settori rimasti a creare, se non proprio ricchezza, perlomeno a contribuire all’economia. E se ne sono accorti sia i commercialisti sia l’Agenzia delle Entrate, cioè le tasse.

Sergio Cassisi (al centro) e Daniele Manenti (destra)
Sergio Cassisi (al centro) e Daniele Manenti (destra)

RAGUSA – Un interessante convegno informativo organizzato dal Csen Ragusa e dal consiglio dell‘ordine dei Commercialisti di Ragusa è stato convocato presso la sala riunioni della Scuola dello Sport di Ragusa. A partecipare i professionisti dell’area contabile e dirigenti e responsabili del cd “terzo settore” in cui rientrano a pieno titolo anche le sociedità sportive.

Una chiamata ed una mezza giornata di formazione perchè il settore “non profit” dello sport è da qualche tempo messo sotto esame dall’Agenzia delle Entrate alla ricerca di situazioni poco chiare e di potenziale evasione nel pagamento dei contributi.

Come quasi tutti sanno, le attività sportive non profit hanno diverse agevolazioni contributive e tributarie che permettono di favorire lo sviluppo di associazioni, squadre, sport, campionati.

Ma se prima – diciamo in tempi di “vacche grasse – l’ufficio delle tasse chiudeva anche due occhi su quanto accadeva, oggi la ricerca spasmodica di soldi per foraggiare il sistema politico italiano, ha fatto si che le analisi su statuti e redditi dichiarati, sia molto più attenta.

Lo ha messo in evidenza Sergio Cassisi che per l’occasione rivestiva il doppio ruolo di presidente del Csen Ragusa e vice presidente dell’Ordine dei Commercialisti: “Per le società è oggi fondamentale avere una gestione corretta dei propri conti fiscali e tributari per evitare il rischio di sanzioni”.

Un messaggio ripetuto costantemente dai relatori che hanno rchiamato l’attenzione su elementi fondamentali legati alla gestione di una “asd” o una “ssd” a partire dall’associazione ad una federazione o ente di promozione sportiva che, in relazione con il Coni, possono rilasciare l’iscrizione al registro delle attività sportive che spesso è uno dei balardi di maggior resistenza per contrastare ispezioni e verifiche.

L’attenzione va però posta a tutta la “filiera” della gestione associativa partendo dagli statutti, dalle gestone ordinaria di riunioni, ammissioni, dimissioni, associazioni. La dove limiti e livelli di spese, di fatturazione, di statuti sono da tenere in particolare attenzione e sono ambito di specializzazione proprio per i ragionieri e dottori commercialisti.

Lo conferma Daniele Manenti, dottore commercialista in Scicli e presidente dell’Ordine di Ragusa: “In effetti stiamo assistendo ad un aumento della domanda di servizi specializzati nel terzo settore, che raggruppa non solo le associazioni sportive ma tutte le altre associazioni di volontariato, proprio perchè sta aumentando il numero di persone che a questi settori si rivolgono“.

E’ probabile che nella generalizzata crisi di lavoro che sta mietendo vittime a piene mani, il riferirsi ad associazioni sportive e di volontariato sia una valvola di sfogo per creare forme di reddito. Ma il fisco lo ha capito e sta aprendo gli occhi alla ricerca di soldi._

La sala della Scuola dello Sport
La sala della Scuola dello Sport
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