Sasà Cintolo accusato di distrazione di fondi. “Mi difenderò strenuamente”

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De profundiis per la Scuola dello Sport di Ragusa? Forse prematuro dirlo. Ma chi conosce meglio i meandri dello sport/politica, dice anche questo: “Se la vogliono portare a Palermo”. Cintolo: “Se qualcuno pensa che Sasà Cintolo si sia messo soldi in tasca, è un folle”.

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Saò Cintolo, già delegato del Coni per la Scuola dello Sport regionale, oggi commissariata
Saò Cintolo, già delegato del Coni per la Scuola dello Sport regionale, oggi commissariata

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RAGUSA – Tegola sulla Scuola dello Sport e, meglio, sul delegato provinciale del Coni, ormai ex, quel Sasà Cintolo che di riffa-o-di-raffa, ha tenuto in mano la briglia dello sport provinciale per una trentina d’anni.

Secondo una serie di lettere inviate allo stesso Cintolo, il presidente del Coni regionale, Sergio D’Antoni – ex sindacalista e politico – lo ha sollevato dall’incarico mettendo al suo posto il segretario regionale ed uomo di fiducia, Lionello Nuccio.

A motivare questa sospensione e relativo commissariamento, la contestazione di una gestione del bilancio della Scuola dello Sport che presenterebbe delle ombre, specie legate alla gestione di un conto di prelievo per una carta di credito.

Abbiamo cercato di parlare con il presidente D’Antoni, chiamando il Coni a Palermo. Una segretaria poco loquace (siamo in Sicilia!) ha detto che D’Antoni era a Roma. Lo stesso il commissario Nuccio. Di rintracciarlo non se ne parlava e bisognava aspettare il suo rientro. Che pare avvenga usualmente a fine settimana perchè D’Antoni è frequentemente impegnato a Roma e rientra al Coni siciliano nei week end.

Abbiamo allora contattato il presidente Cintolo, che non ha rifiutato di raccontare la sua versione dei fatti, gentile come peraltro è sempre stato anche all’apice del proprio potere nel mondo dello sport.

Cintolo: al sua versione dei fatti

Secondo il presidente Cintolo, tutto quanto sollevato, è una cosa che non ha reale valore accusatorio perché si tratta di una gestione di un conto corrente aperto tanti anni fa proprio per la gestione delle spese relative al Coni e poi alla Scuola dello Sport. “Tutto quanto è stato fatto nella Scuola dello Sport – spiega Cintolo dalle attività nazionali e quelle internazionali, con pagamento dei collaboratori, lo si è potuto fare grazie a questi fondi”.

Ma, sempre secondo Cintolo, non si tratta di un fondo “strano” ma assolutamente trasparente e conosciuto e la cui creazione risale ad anni fa in cui, in accordo con le autorità regionali, si diede vita a questo budget da usare per le esigenze della Scuola. “Ricordo – dice al proposito Cintolo – che una legge della Regione Siciliana del 2001, all’art 25, ha inserito l’interpretazione autentica del come si potevano spendere questi soldi, specificando che questi fondi regionali potevano essere spesi per tutto quanto riguardava la gestione della Scuola Regionale dello Sport: dai libri, alla cancelleria, ai viaggi, alle consulenze”.

Oggi, questo conto corrente pare essere venuto all’attenzione della direzione regionale del Coni che avanza dei dubbi sulla gestione, tanto da commissariare la delegazione provinciale di Ragusa.

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la Scuola dello Sport: destinata a chiudere?
la Scuola dello Sport: destinata a chiudere?

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La cosa che ovviamente di spiace di più – commenta amareggiato ma non remissivo il presidente Cintoloè che possano avere supposto che io abbia speso tali fondi per fatti miei personali. Ma questo è inammissibile. Tra l’altro, quando hanno cominciato a chiedere di questi fatti, io ho detto chiaramente che io sono stato il Presidente del Coni, un organo per così dire ‘politico’ e che per quanto riguarda il bilancio e le spese avrebbero dovuto chiedere meglio e conto agli amministratori contabili, ai segretari, perché a loro per legge compete effettivamente la gestione delle spese che io, come presidente, magari decidevo. Io, della contabilità, dei bilanci, non so nulla. E’ a loro che devono chiedere se vogliono davvero sapere qualcosa, oltre i dubbi. Casomai, dopo avere interrogato queste figure, possono arrivare a me, ma non certamente in prima battuta. Ed anche al Coni di Palermo, c’è chi controllava perché i capitoli di spesa della Scuola dovevano essere inseriti nel bilancio del Comitato Regionale e quindi verificati. Lo hanno fatto questo? Non lo so. Ma eventualmente a quelle persone devono chiamare per il rendiconto”.

Certo, questi bilanci erano quelli che dovevano mettere in moto un calibro da 90 come la Scuola Regionale dello Sport che, a dire il vero, non è che abbia brillato di attività, se non sporadicamente.

Questo è vero – ammette Cintolo ma è anche da dire che da 5/6 anni dalla Regione non arriva più un euro e quindi tutto si è fermato”.

Ragusa verso Palermo?

La Scuola dello Sport di Ragusa, allora potrebbe essere anche destinata – o destinabile – a cambiare sede, arrivando verso le parti di Palermo. Una spinta verso la capitale della Sicilia che potrebbe essere nelle cose. Quando arrivò questo commissario regionale, in effetti si ventilò l’idea che la Scuola poteva essere “ri-centrata” su Palermo. Un’alzata di scudi dei parlamentari iblei bloccò anche il semplice avvio di tale ipotesi. Oggi con una azione di commissariamento in atto, l’idea potrebbe riprendere spazio, complice il fatto che il ‘controllo’ di tale struttura decentrata in provincia di Ragusa è più complessa da Palermo, che dovrebbe magari destinare uomini e mezzi in loco.

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Sergio D'Antoni, presidente del Coni regionale, in passato sindacalista, politico, vice ministro.
Sergio D’Antoni, presidente del Coni regionale, in passato sindacalista, politico, vice ministro.

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Peraltro, Sasà Cintolo è stato in lizza per diventare anche presidente regionale del Coni, proprio un paio di anni fa, quando poi ci fu solo il nome di D’Antoni in lizza e quindi fu, ovviamente, eletto. Lo conferma lo stesso Cintolo: “In effetti un paio di anni fa io avrei potuto concorrere alla nomina – ci dice – poi invece optai per la Scuola dello Sport e per Ragusa”.

La nomina di D’Antoni, di area Partito Democratico dopo diverse tante altre esperienze politiche, scade a fine anno 2016. A febbraio 2017 ci dovrebbero essere le nuove elezioni.

Sport, politica e magistratura

Intanto, la questione della gestione di questo budget, ha travalico l’ambito sportivo, amministrativo ed è arrivato a quello delle legge con, pare, il presidente D’Antoni che ha trasmesso queste ‘carte’ alla magistratura.

Su questo punto, ci dice Cintolo: “Adesso dovremo vedere che cosa accade. Perché se è vero, come si dice, che hanno trasmesso le carte alla magistratura, aspetterò di vedere quando mi convocano. Ed io ho davvero fiducia piena e vera nella magistratura. Io ho subito alcuni processi, nell’arco della mia carriera, tra cui quella sulla piscina di Modica accusato di una serie di misfatti e ricordo come ho avuto la soddisfazione che prima il procuratore ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato e poi il tribunale confermò con amplissima formula dicendo che il fatto non sussiste. Quindi diciamo che sono <prattico> (lo dice rafforzando la “t”, alla siciliana, ndr) di queste cose. Però bisogna stare attenti perché se l’accusa è di avere usato somme a titolo personale, mi difenderò con tutte le mie forze”.

Adesso quindi si tratta di aspettare, nel senso di vedere quali ‘carte’ effettivamente arriveranno e quali aspetti legali ed amministrativi saranno evidenziati come scorretti, illegittimi, illegali.

Nella lettera inviata dal Coni a Cintolo, la prima del settembre 2015 un’altra di poco tempo fa, si evidenzia una relazione di carattere amministrativo, con dei rilievi e chiedendo conto e ragione di una serie di cose.

Proprio rispetto questa lettera – chiarisce Cintoloho già incaricato un avvocato al fine di verificare quanto scritto e di rispondere in maniera completa e concreta evidenziando che è necessario, per accertare quanto da loro chiesto, sentire altre persone che, allo stato, mi risulta non abbiano ancora sentito.Ovvero le vecchie gestioni amministrative sia della Scuola dello Sport che del Coni regionale. Poi si dovrà solo aspettare e quando mi chiameranno, perché se davvero gli atti sono stati passati alla magistratura, la magistratura mi chiamerà, vuol dire che risponderò indicando la mia versione”.

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Cintolo: trenta anni e più di sport

Voglio dire però, con orgoglio – dice Sasà Cintolo che molto di quello che è in giro, anche alla Scuola dello Sport, è merito mio, dalle pietre messe una sull’altra alle attrezzature e quanto accade è davvero spiacevole. Io sono nel Coni da 32 anni, 28 anni come carica elettiva sempre all’unanimità e poi nominato per gli anni successivi quando il Coni ha deciso di trasformare i comitati in delegazioni (dalla elezione da parte dei presidenti delle federazioni locali si è passati alla nomina da parte di Palermo, ndr) quando tutto è cambiato. Anche se però ricordo che già nelle prime riunioni si parlava che si volessero modificare le procedure sulla nomina, ma non so in che modo poi volessero fare”.

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sasà cintolo
sasà cintolo

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Coni regionale: nuove elezioni in vista

Il sistema dello sport regionale è, comunque, in profonda crisi ed in fibrillazione. I fondi necessari anche per la semplice gestione delle società sportive, sono finiti. Se questo da un lato ha spazzato via chi con questi soldi ci giocava in maniera troppo personale, dall’altro ha messo in profonda crisi tantissime società e la funzione sociale di aggregazione che queste hanno.

Il Coni, almeno regionale, da questo punto di vista non ha dato grandi spinte. I bilanci regionali sono sempre meno grassi e quest’anno, dovrebbero essere state destinate per il mondo “sport” a tutto tondo, circa 1,5 milioni rispetto alle diverse decine degli scorsi anni. Un problema così grosso che forse anche proprio per bypassare l’attività relativa del Coni, tante società sportive di primo piano hanno dato vita a “Sicilia al Vertice”, un consorzio appunto di società sportive che vogliono essere interlocutrici principali nella ricerca di sponsorizzazioni e, certamente, interlocutore diretto verso la politica senza l’interfaccia e la presenza di un ente come il Coni.

La nomina di D’Antoni a presidente regionale, come detto, scadrà nel 2016 e già nel febbraio del 2017 ci saranno le nuove elezioni. Tra poco, quindi, vedremo i nomi dei primi candidati e vedremo se ci sarà nuovamente solo un nome in lizza, come fu per D’Antoni e quindi se i presidenti delle federazioni isolane saranno davvero spinti a scegliere-senza-scegliere.

CONI a chi?

Tra l’altro, il Coni italiano svolge una strana funzione ibrida di raccoglitore di denaro pubblico per la successiva elargizione. Come la funzione dell’Aci che in molti non capiscono bene a che titolo faccia quel che può fare senza problemi la motorizzazione civile ed il relativo Ministero dei Trasporti.

Ed in questi passaggi, sono tanti i rivoli in cui si spende il denaro. Nel caso specifico del Coni, poi, rispetto ad altri Paesi, ha una funzione che gli altri non hanno. All’estero, i corrispettivi del Coni italiano, hanno sostanzialmente la funzione di gestire le squadre olimpiche. In Italia, no e benchè C.O.N.I significhi “Comitato Olimpico Nazionale Italiano”, questa organizzazione si occupa anche di raccogliere e distribuire i soldi, con struttura elefantiaca e dirigenti con stipendi da centinaia di migliaia di euro all’anno (il budget dovrebbe essere di 450 milioni/anno e l’unico che ha rinunciato all’indennità dovrebbe essere il presidente nazionale, Malagò).

Stante il fondo del barile dell’economia italiana e la fine del ben godi per pochi eletti, in un moto statale di rinnovamento serio potrebbe anche avanzarsi una ipotesi che il Coni sia smantellato e venga tutto accorpato dallo Stato. Oggi non esiste un ministero dello Sport, essendo le deleghe date al Ministero dei BB.CC. Forse dire Ministero dello Sport ha troppo sapore di Fascismo, ma l’idea potrebbe essere quella di chiudere il Coni e delegare tutto ad un Ministero che, senza questa interfaccia sostanzialmente poco necessaria, potrebbe spendere meno e, magari, anche meglio.

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