RUGBY/B – Per il Padua, altra sconfitta.

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Cus Messina 39 – Padua Ragusa 19

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Solarino, Iacono e Messina
Solarino, Iacono.

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Il Padua perde anche a Messina, ma questa volta dopo aver disputato un ottimo incontro. Il risultato è bugiardo, e sul quale hanno influito pesantemente le decisioni dell’arbitro.

testo meno occhipinti*

MESSINA – Si era detto che il campionato del Padua Rugby Ragusa sarebbe cominciato oggi con la trasferta di Messina, e così è stato.

Finalmente si è visto un Padua grintoso, con tanta voglia di fare, desideroso di cancellare lo zero in classifica, che per tutto il primo tempo ha tenuto in mano il bandolo della matassa.

Dall’altra parte i peloritani hanno giocato a sprazzi, sfruttando soprattutto alcuni errori in fase difensiva dei giocatori iblei.

Poi, nel secondo tempo, forse anche per un calo, da capire se psicologico o fisico, dei biancazzurri è venuta fuori la squadra di casa che, pian piano, ha staccato nel risultato i ragusani, infliggendo loro, alla fine, un 34 a 19 che suona eccessivamente punitivo nei confronti della squadra ospite e che è stato favorito, lo diciamo non per spirito polemico ma per correttezza nei confronti di chi ci legge e della verità, da alcune decisioni arbitrali palesemente sbagliate.

Oggi, a nostro avviso, l’operato del signor Paolo Schilirò della sezione di Catania è da giudicare negativamente.

Ma, al di là di questi episodi che se non sono stati decisivi ai fini del risultato lo hanno comunque pesantemente condizionato, il Padua visto oggi all’opera allo Sperone di Messina è stato un Padua completamente diverso da quello delle due precedenti uscite e che lascia ben sperare per il prosieguo del campionato.

LA CRONACA

La partita inizia con i biancazzurri che mettono subito nell’angolo i messinesi senza però riuscire a trasformare tanta carica agonistica in punti. Anzi, sono proprio i padroni di casa a portarsi in vantaggio con un calcio di punizione, al 6°, concesso per un discutibile fuorigioco ibleo al termine di un’azione che si era sviluppata dopo una touche assegnata all’Amatori ma che sarebbe dovuta essere lanciata dai ragusani visto che in precedenza a calciare fuori l’ovale era stato un giocatore peloritano. Prima perla di Schilirò, “aiutato” in questo da uno dei due guardalinee federali. A inizio stagione la novità della terna federale era stata salutata con entusiasmo dall’ambiente rugbystico ma, dopo appena tre giornate, si sta già dimostrando fallimentare.

Il Padua subisce i tre punti però non si perde d’animo e si ricatapulta nella metà campo avversaria. Tanto ardore viene premiato al 15° con la meta di Giorgio Carbonaro, da quest’anno schierato in seconda linea dopo una vita da ala. La meta, ironia della sorte, arriva con un carrettino avanzante formatosi dopo un touche sulla linea dei 5 metri. Per una squadra che nelle ultime due giornate ha preso ben 7 mete in questa maniera, segnarne una così è certamente una bella soddisfazione. E a questo punto bisogna fare i complimenti al pacchetto di mischia biancazzurro che oggi per lunghi tratti dominato quello avversario.

Passano quattro minuti e il pack ibleo si ripete, questa volta partendo, giusto per rendere le cose ancora più difficili, dalla linea dei 22. A schiacciare in meta è Cristian Iacono. In entrambi i casi capitan Iacono, che oggi ha giocato, magnificamente, da ala, ha trasformato. 3 a 14 e fino a quel momento una sola squadra in campo.

I ragusani a questo punto forse pensano di aver già vinto facile, o forse si sentono così forti e padroni della partita che possono giocare in scioltezza e azzannare l’avversario come e quando vogliono. Comunque sia, sbagliano interpretazione perché al primo loro errore l’Amatori si rifà sotto. Siamo al 26°, il Padua attacca ma perde palla banalmente al limite dei 22 peloritani. Il contropiede messinese è micidiale: meta dell’estremo Riccardo Romagnoli, trasformata da Ignacio Casals, e punteggio che va sul 10 a 14.

I biancazzurri accusano il colpo, i messinesi prendono coraggio.

Al 33° c’è l’altra perla di Schilirò, anche questa in cooperativa con il solito guardalinee. Bella azione peloritana che si sviluppa sulla fascia destra e che porta Thomas Scaloni fin dentro l’area di meta iblea. Al momento di poggiare l’ovale per terra, però, alla terza linea dell’Amatori sfugge la palla di mano.

Sarebbe un avanti grosso come una casa ma l’arbitro, stranamente, non si accorge di nulla (“stranamente” perché lo abbiamo visto anche noi nonostante fossimo dalla parte opposta del campo) e convalida una meta inesistente, consigliato in questo anche dal suo collaboratore che, però, in precedenza, aveva alzato la sua bandierina. Casals, oggi quasi impeccabile dalla piazzola, centra i pali. 17 a 13, risultato sul quale si conclude il primo tempo.

Le fasi iniziali della ripresa sono caratterizzate da un sostanziale equilibro tra le due squadre, equilibro che sembra possa essere interrotto solo dall’invenzione di uno dei 30 giocatori in campo.

Infatti è quello che accade al 54°, ma i meriti sono da assegnare, più che a uno, a tre giocatori: Paolo Iacono, che rilancia un’azione d’attacco con un calcio a seguire; Alessandro Cappa, che è bravo a prendere al volo il calcio del compagno; Peppe Iacono, che riesce a sfuggire al proprio avversario, andando poi a schiacciare in meta. Lo stesso giocatore, però, non centra i pali. 17 a 19 e partita che sembra stia per pendere definitivamente dalla parte biancazzurra.

Purtroppo non è così. Passano 4 minuti e Luca Bertà fa la stessa cosa, ma da solo, che poco prima hanno fatto in tre dall’altra parte: recupera un pallone poco dopo la sua linea dei 22 e parte all’attacco, approfittando di un posizionamento sbagliato della linea di difesa iblea. Superato quel primo sbarramento diventa un furetto imprendibile che si ferma solo quando può tuffarsi in meta. Casals sbaglia la trasformazione. 22 a 19.

Sembra si tratti dell’ennesimo ribaltamento di risultato e invece è l’inizio della fine: il Padua comincia a scricchiolare, l’Amatori allunga.

Al 67° Maid Sabanovic sbaraglia la difesa ospite e segna la quarta meta per la sua squadra; al 71°, 15 metri di carrettino permettono al pilone Riccardo d’Apice di far apparire il proprio nome sul tabellino.

Anche in quest’ultimo episodio, però, è palese l’errore dell’arbitro, che non sanziona i ripetuti stop della maul peloritana.

La partita si chiude qui, sul 34 a 19 per la squadra di casa, ma i riflettori restano puntati sul signor Schilirò che, al 76°, prima espelle il messinese Davide Durante, per un pugno dato ad Antonio Modica; poi, su indicazione dell’estremo Romagnoli, sventola in cartellino giallo anche al giocatore ibleo.

Nei restanti quattro minuti il Padua cerca di giocare il tutto per tutto per segnare la quarta meta e tornare a casa almeno con il punto di bonus. Ma la squadra ormai non è più lucida e per l’Amatori è gioco facile chiudere ogni possibilità ai ragusani._

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