RUGBY – Il “dott Montex” prescrive le medicine al Padua.

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Dalla faccia che fa coach Mendes, pure fare 'na foto adesso è una questione d'impegno.
Dalla faccia che fa coach Montex, pure fare ‘na foto adesso è una questione d’impegno.

di meno occhipinti*

RAGUSA – La cura “Montex” inizia a dare i primi risultati: giocatori entusiasti, ambiente sereno, prospettive buone. E tra poco più di un mese si inizieranno a vedere i primi effetti.

Per lo meno da punto di vista della preparazione, perchè si corre tanto visto che il nuovo coach, l’argentino Guillermo Montes, ha portato con sé nuove metodologie di allenamento, soprattutto per quanto riguarda la parte atletica.

Da settimane ciascuno dei tre allenamenti settimanali viene diviso in due parti: nella prima, che dura da un’ora a un’ora e mezza, a seconda del programma, si corre, si salta, si fanno allunghi e scatti; nella seconda, qui non si va oltre l’ora, si gioca a rugby.

Allenamenti duri, faticosi, alla fine dei quali ciascuno dei quaranta che ogni martedì, mercoledì e giovedì si ritrovano in pantaloncini, maglietta e scarpette, probabilmente si dirà “ma chi me l’ha fatto fare?”, tanta è la stanchezza accumulata.

Eppure –  e questo è il bello di quest’anno – a sentire i ragazzi che si stanno sottoponendo alla “cura Montes”, tutti sono felici. E non si tratta di una felicità finta, dettata dal fare buon viso a cattivo gioco. No, in questo caso la felicità è veramente sincera e la si legge negli occhi di tutti i giocatori. A partire da capitan Iacono, per finire al ragazzo che è appena arrivato nel gruppo.

«Finalmente abbiamo un vero allenatore; con lui ci stiamo trovando veramente bene». Sentire Michele Campanella, seduto sull’erba, stanco sfatto, che dice queste cose durante una pausa dell’allenamento, fa un certo che di impressione.

Se poi gli chiedi qual è il lato positivo di Montes allenatore e ti senti rispondere «che ci sta facendo sudare tanto», allora capisci che qualcosa nel Padua sta accadendo.

Anche se, a ripensarci, ce ne saremmo dovuti accorgere molto prima, visto che ogni sera, già alle 20 il campo brulica di giocatori che si passano la palla in attesa che coach Montes dia il via alla sudata: «Alle 20:30 io fischio e si comincia. Chi c’è, c’è, e chi arriva in ritardo può guardare l’allenamento ma di entrare in campo non se ne parla nemmeno».

E non è soltanto Campanella, uno che comunque non si spreca con le parole.

Anche gli altri la pensano allo stesso modo. Se chiedi a capitan Iacono, a Fabio Cubetto Baglieri, a Peppe Modica, giusto per fare tre nomi, cosa pensano del loro allenatore, tutti rispondono all’unisono, manco si fossero messi d’accordo prima: «È un allenatore molto severo, ma è quello che ci serve. Quello che ci piace di lui? Che ci fa sudare! Quello che non ci piace? Che ci fa sudare!». E poi si ride.

Già, perché c’è anche questo nel nuovo Padua: tanta serietà (durante l’allenamento non si fiata e se qualcuno parla, per gli altri c’è l’extra di una sessione da 40 addominali) ma anche quella gioia di stare insieme che non si vedeva da qualche tempo.

Sarà che, come ha detto un tifoso, la dirigenza della squadra biancazzurra ha trovato la giusta medicina per risolvere i problemi della propria squadra?

Il presidente Vindigni ne sembra convinto. «Fin qui i ragazzi stanno reagendo bene alle “cure” che Montes sta riservando loro. Sono contenti di essere qui, si allenano con scrupolo, seguono il coach con attenzione. Se si va avanti in questo modo, sono certo che i risultati arriveranno».

Insomma, anche da questo punto di vista sembra proprio che gli italiani abbiano finalmente bisogno di regole, di serietà, di qualcuno che non sia un chiacchierone ma uno competente. Dal rugby all’Italia per salvare non solo il Padua ma una intera Nazione.

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*ss ragusa / in collaborazione con/

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