RISCHI – Attenzione a dove ci si fa male. Potrebbe non essere assicurato.

Riportiamo da Il Mattino di Padova, un articolo di cronaca. Importante per tutti coloro che giocano non solo a calcio, ma per qualunque sport dove si crede, spesso sbagliando, che le assicurazioni coprano tutti i danni che possono derivare dalla condotta di gioco.

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SAN MARTINO DI LUPARI – Durante una partita di calcio ha ricevuto una violenta ginocchiata all’addome che gli ha causato danni permanenti. Ora l’assicurazione gli nega il risarcimento perché la tabella degli infortuni non include la patologia.

La vittima è uno studente 15enne di S. Giustina in Colle, tesserato con l’Asd Luparense.

Il 22 settembre 2013, il calciatore stava disputando una partita del campionato Giovanissimi regionale contro il San Donà di Piave al campo comunale di San Martino di Lupari.

«Ma mentre s’involava verso la porta avversaria si è preso una violenta ginocchiata all’addome dal portiere che lo ha tramortito e costretto a uscire», spiega Stefano Squarise, legale del ragazzo.

Nel pomeriggio, l’infortunato è stato accompagnato dalla madre all’ospedale di Camposampiero, dove non gli sarebbe stata riscontrata la lesione subita.

«I dolori, però, erano fortissimi e il giorno successivo il calciatore è tornato all’ospedale, dove ulteriori accertamenti hanno evidenziato una perforazione traumatica del duodeno», aggiunge Squarise. «Il ragazzo è stato operato d’urgenza, perdendo la piena funzionalità degli organi e con proliferazione di dolorosissime aderenze croniche».

Il calciatore ha anche dovuto sottoporsi a numerose terapie, saltando quasi un anno di scuola, e per diverso tempo ha potuto alimentarsi solo con cibo liquido o semisolido.

«Inevitabilmente ha perso le opportunità calcistiche che gli erano già state proposte da importanti club nazionali», aggiunge Squarise, «e la madre, per dedicarsi al figlio, ha rinunciato a molti lavori».

Ora al danno si aggiunge la beffa: l’assicurazione con cui la Figc (Federazione italiana gioco calcio) ha stipulato una polizza infortuni ha rifiutato ogni risarcimento perché «le lesioni lamentate non sono contemplate nell’ambito della tabella tassativa inserita nel contratto».

Tesi confutata da Squarise: «Nella tabella è inserita espressamente la resezione del tenue fino al 70% ed è noto come il duodeno sia parte dell’intestino tenue. Il povero ragazzo ha rischiato seriamente di morire, ma per quest’assicurazione non significa nulla. Peraltro l’indennizzo non è nemmeno elevato: 15.500 euro. Niente in confronto al danno subito. La madre non ha mai voluto speculare sulla triste vicenda del figlio ma, com’è lecito, chiede giustizia».

Per questo motivo è stato rivolto un appello ai presidente della Repubblica, del Consiglio dei Ministri, del Coni, della Figc, dell’Aic e dell’Ivass._

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