Rigettato il ricorso della Meta Ragusa contro il Santa Sofia Licata

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Rigettato il reclamo del Santa Sofia di Licata contro la Meta Sport di Ragusa. La classifica rimane inalterata a tre giornate dalla fine

PALERMO – Il giudice sportivo di Palermo ha deliberato di non procedere e giudicare ‘irricevibile‘ il reclamo che aveva presentato la squadra del Me.Ta Sport di Ragusa contro il Santa Sofia di Licata.

Nel reclamo presentato, che riguarda la gara del 5 marzo scorso giocata proprio a Licata, la squadra ragusana aveva indicato una sostituzione non corretta del giocatore nr 11, Ignazio Messina con il giocatore ‘nr 16‘ e non il giocatore ‘nr 18‘ come sostenuto dalla società di Licata. Un ‘errore‘ non da poco perchè questo fantomatico nr 16 risultava non iscritto in distinta e, ove fosse effettivamente entrato in campo, avrebbe portato alla perdita a tavolino per il Santa Sofia.

Il giudice sportivo, visto, letto e riletto, ha proteso per la decisione del rigetto del ricorso e, quindi, nel procedere all’omologa del risultato della partita vinta per 1-a-0 dal S. Sofia.

‘Arbitro, è colpa tua’

La decisione del giudice sportivo, da un lato indica la colpa all’arbitro nell’aver sbagliato a scrivere. In particolare, nell’aver indicato il ‘calciatore subentrante il nr 16 (..) anzichè il nr 18‘. Quindi, mea culpa della ‘ghiaccetta nera‘ e chiamata in causa degli organi arbitrali per una punizione.

Dall’altro lato, dall’ufficio del giudice sportivo hanno trovato l’errore ‘esaminato il referto di gara, il quale, come è noto, gode di fede privilegiata, dallo stesso si rileva l’errore materiale‘. Ha cioè voluto dire, il giudice, che quando l’arbitro ha scritto la velina – il fogliettino che viene rilasciato alle società a fine gara e che ha solo valore informativo ma non formale (foto nr 1)- ha scritto ‘esce 11 entra 16‘. Poi nel referto, che è la copia formale e ‘bibbia’ sulla partita, ha corretto e scritto ‘nr 18’.

Incrociando queste due scritture, velina e referto, il giudice ha certamente individuato che l’arbitro ha errato scrivendo ‘nr 16‘ in velina ed è stato corretto scrivendo ‘nr 18‘ in referto.

Referti, veline e taccuini. E riconoscimenti

Il referto, come dice giustamente il giudice sportivo, è il solo documento ufficiale della partita e non certo la ‘velina’. La differenza, sostanziale, è che la velina è fatta a fine partita con l’attualità dell’avvenimento in essere; il referto è fatto a posteriori, in una fase che è lontana dall’avvenimento, a casa e si basa solo sui ricordi dell’arbitro. Il quale, peraltro ricostruisce i fatti usando il proprio taccuino, quello su cui annota i passi salienti della partita e per cui ferma il gioco quando ha necessità di appuntare qualcosa di saliente. Il tutto ovviamente in stretta connessione con la fase principale e tipica di inzio partita, ovvero il risconoscimento dove l’arbitro deve accertare, documenti alla mano, la corrispondeza dei giocatori iscritti in distinta con quelli effettivamente che scendono in campo.

Quindi, oltre ogni ragionevole dubbio, l’arbitro a casa e magari qualche giorno dopo, deve essersi accorto che nel taccuino aveva scritto “nr 18”, nella velina “16” e quindi, nel referto da rilasciare alla Lega, doveva scrivere “18” per verità dei fatti.

In tal senso, il comportamento del giudici è ineccepibile. E non poteva neanche andare più indietro nella ricerca della ‘verità’, perchè lo stesso taccuino che è il primum mobile da cui tutto origina, è scritto a matita durante la partita, cancellato per la partita successiva per cui non può nanche essere preso a prova di una eventuale correzione successiva.

Insomma, l’unica cosa che avrebbe potuto mettere in crisi la ufficialità del referto, che origina dal taccuino ed arriva alla velina, sarebbe stata una bella fotografia. Che a quanto pare, per stavolta, non c’è.

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la velina arbitrale in cui è riportato il cambio tra il nr 11 ed il nr 16
la velina arbitrale in cui è riportato il cambio tra il nr 11 ed il nr 16 (foto nr 1)

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La distinta del Santa Sofia in cui si evince che non era presente nessun nr 16
La distinta del Santa Sofia in cui si evince che non era presente nessun nr 16

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DECISIONI DEL GIUDICE SPORTIVO | gara del 5/3/2016 SANTA SOFIA CALCIO – ME.TA. SPORT 1-0; Reclamo Me.Ta. Sport

Con reclamo ritualmente proposto la Società Me.Ta. Sport segnala la sostituzione, avvenuta al 21′ del s.t., come risultante dalla “velina” di fine gara, del calciatore Messina Ignazio, n. 11 Santa Sofia Licata, con un calciatore recante la maglia n. 16 e non inserito nella distinta di gara;

Con proprie controdeduzioni, la Società Santa Sofia Licata sostiene invece che il calciatore subentrante, in occasione della sostituzione di cui al reclamo, è stato il n. 18, Gargiulo Giuseppe, e non il n. 16; ulteriormente, la Società Me.Ta. Sport ribadisce il proprio assunto segnalando anche un organo di stampa il quale riporta che il calciatore subentrante è stato Cammilleri Simone, n. 15 in distinta, e ciò a dimostrazione della “poca chiarezza dell’accaduto”;

Esaminato il referto di gara, il quale, come è noto, gode di fede privilegiata, dallo stesso si rileva che, per un materiale errore, l’arbitro, nella velina compilata a fine gara, ha indicato come calciatore subentrante il n. 16, non esistente in distinta, anziché il n. 18, Gargiulo Giuseppe, calciatore regolarmente tesserato per la Società Santa Sofia Licata, inserito in distinta ed identificato dall’arbitro; nulla è pertanto addebitabile alla suddetta Società;

Per quanto sopra, Si delibera:

Di respingere il reclamo proposto dalla Società Me.Ta. Sport, addebitando alla stessa la relativa tassa;

Di dare atto del risultato conseguito in campo;

Di rimettere gli atti al Presidente del CRA Sicilia per quanto di competenza in ordine all’operato dell’arbitro della gara.

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One Response to "Rigettato il ricorso della Meta Ragusa contro il Santa Sofia Licata"

  1. Mirko   18 marzo 2016 at 23:15

    Ero presente ed è entrato il numero 16

     
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