Pugni all’arbitro? Cinque anni di squalifica e 1.500€ di danni.

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PALERMO – Abbiamo raccontato qui, dell’atto violento durante la partita Polisportiva Palma vs New Team Ragusa del 20 settembre scorso, quando, a campionato ancora manco inziato, erano invece volate le prime violenze in campo con una aggressione effettiva nei confronti dell’arbitro. Aggravata dal fatto che un terzetto di giocatori furono poi accusati di essersi portati verso la abitazione dell’artbitro danneggiandone l’autovettura.

Per quei fatti, la sanzione è stata pesante: 5 anni per il giocatore protagonista della violenza, un annetto per i suoi sodali e 1.500€ di danni provocati all’arbitro.

La Polisportiva Palma ha fatto ricorso contro questa decisione. Il Tribunale Federale ha solo ritoccato l’ammontare dei danni (da 1.500 a 800€) ma ha confermato il resto.

Riportiamo il testo perchè è sempre più chiaro che non saranno lasciati passare indenni atteggiamenti violenti verso gli arbitri, a torto o ragione per eventuali errori arbitrali, non devono lasciare spazio ad azioni violente o attività mafiosette.

Ed è chiaro che il lato “patrimoniale” – ovvero la richiesta di risarcimento economico per i danni subiti – diventa parte principale delle sanzioni. Perchè spesso a molti non frega niente degli anni di sospensione dalle attività, tanto a far casino al campo di vanno uguale.

Magari si frenano davanti al rischio di rimetterci, salato, di tasca propria.

***

DECISIONI DELLA CORTE SPORTIVA DI APPELLO TERRITORIALE 
APPELLI

La Corte Sportiva di Appello Territoriale costituita dall’Avv. Ludovico La Grutta,
Presidente, dall’Avv. Francesco Giarrusso, dal Dott. Sergio La Commare e dal Dott.
Roberto Rotolo, componenti fra i quali l’ultimo con funzioni di Segretario, si è riunita
il giorno 06 ottobre 2015 ed ha assunto le seguenti decisioni.

Procedimento 2/A 
A.S.D. POLISPORTIVA PALMA (AG) avverso squalifica calciatore sig. Giuseppe Lo
Giudice sino al 20.09.2020, con preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o
categoria della FIGC; squalifica dei calciatori sig.ri Silvestro Cannizzaro e Andrea
Pinto sino al 31/03/2016 ed avverso ammenda di € 1.500,00 con obbligo del
risarcimento degli eventuali danni subiti dall’arbitro – Gara campionato Promozione
Gir. “D”, Pol. Palma/New Team Ragusa del 20/09/2015 – Comunicato Ufficiale n. 60
del 20/09/2015 Comunicato Ufficiale 80 Corte Sportiva di Appello Territoriale 04 del 06 ottobre 2015 

Con appello ritualmente proposto la A.S.D. Pol. Palma impugna le sanzioni indicate
in epigrafe sostenendo, qui in sintesi, che esse sono sproporzionate all’effettivo
accadimento dei fatti, per cui ne chiede una riduzione in termini più equi per ciò che
attiene alla squalifica a carico del calciatore Giuseppe Lo Giudice, mentre chiede la
revoca per quelle che riguardano i calciatori Silvestro Cannizzaro e Pinto Andrea
perché gli stessi non avrebbero commesso quanto riferito nel rapporto di gara che,
sul punto, non farebbe fede, così come chiede la revoca della sanzione
dell’ammenda e dell’obbligo del risarcimento danni ove richiesto, non essendovi
prova del danno patito.

Ai fini istruttori la Società chiede che venga disposta  l’audizione di alcuni testi che dovrebbero riferire in ordine a quanto accaduto la sera dopo la partita.
La Corte Sportiva d’Appello Territoriale, preliminarmente per un verso rileva l’irritualità e la tardività della richiesta di audizione fatta pervenire a mezzo posta elettronica in data 02/10/2015 stante che la eventuale richiesta di audizione del ricorrente, a pena di inammissibilità, deve essere fatta, ai sensi del comma 6 dell’art. 36 del C.G.S., all’atto dell’invio dei motivi del reclamo; per altro verso dichiara inammissibile la richiesta prova per testi in quanto non prevista in questa sede dalle norme del C.G.S.
Nel merito, esaminati gli atti ufficiali del procedimento, rileva che a norma dell’art. 35 comma 1.1 del C.G.S. il rapporto dell’arbitro e degli altri ufficiali di gara costituisce piena prova dei fatti accaduti in occasione dello svolgimento delle gare.
Sul punto ritiene questa Corte che non possa accedersi alla tesi difensiva della
reclamante secondo cui il rapporto degli ufficiali di gara faccia fede solo per ciò che
avviene all’interno dell’impianto sportivo o nelle sue prossime vicinanze, avendo esso
valore in relazione a tutto ciò che sia in correlazione allo svolgimento di una gara,
indipendentemente dal lasso di tempo trascorso tra il termine della stessa e
l’accadimento del fatto descritto e del luogo ove tale fatto avvenga.

Ciò perché diversamente opinando eventuali aggressioni subite dagli ufficiali di gara
lontano dagli impianti sportivi e dopo lungo lasso di tempo non troverebbero alcuna
tutela nell’ordinamento sportivo.

Ora, in tale rapporto, che risulta coerente e privo di discrasie, l’arbitro scrive che al
22’ del 2° tempo espelleva il calciatore sig. Giuseppe Lo Giudice il quale aveva
assunto un comportamento gravemente minaccioso nei suoi confronti.

Una volta notificata l’espulsione il sig. Lo Giudice, sempre profferendo minacce nei
confronti del direttore di gara, correva verso quest’ultimo nel tentativo di aggredirlo,
ma veniva, in un primo momento, trattenuto da tre compagni di squadra.

Nonostante ciò il sig. Lo Giudice riusciva a divincolarsi dalla presa dei propri
compagni e raggiunto l’arbitro lo colpiva, con forza, allo zigomo causandogli forte
dolore, stordimento e disorientamento.

A causa di tale aggressione l’arbitro non era più in condizioni di proseguire la
direzione della gara per cui ne decretava la sospensione e rientrato in sede si recava
presso il pronto soccorso del P.O. “S. Giacomo d’Alto Passo” di Licata dove veniva
sottoposto a visita medica e veniva dimesso con una prognosi di giorni otto s.c.

L’arbitro nel suo supplemento riferisce ancora che intorno alle 00,20 del 21/09/2015
rilevava che un gruppo di circa otto persone, tra cui identificava, senza ombra di dubbio, i calciatori Silvestro Cannizzaro e Andrea Pinto (perché residenti a Licata),
entrambi tesserati per l’A.S.D. Pol. Palma, si trovavano sotto la sua abitazione
rumoreggiando ed una volta che egli si era affacciato per capire cosa stesso
succedendo i predetti due calciatori, unitamente agli altri soggetti presenti,
assumevano un comportamento offensivo nei suoi confronti e nel contempo
colpivano con calci e pugni le due autovetture di sua proprietà che erano
parcheggiate sulla pubblica via.

Sul punto, oltre a quanto già espresso in ordine alla piena validità ed utilizzabilità di
quanto riferito dal direttore di gara nel suo referto, questa Corte non può non rilevare  la contraddittorietà in cui incorre la reclamante quando in una prima parte dei suoi motivi nega che i suoi tesserati hanno commesso quanto riferito dall’arbitro salvo, subito dopo, ammettere che i predetti due calciatori stavano transitando sotto
l’abitazione del direttore di gara poiché dovevano raggiungere le loro abitazioni che si trovano nei pressi di quella del direttore di gara e che solo un loro amico, estraneo
alla società, avrebbe profferito una frase ingiuriosa nei confronti dell’arbitro.

Così come priva di pregio è l’affermazione che non sarebbe dovuto il risarcimento dei
danni nei confronti dell’arbitro in quanto lo stesso, in relazione al riferito
danneggiamento delle autovetture, non avrebbe sporto denuncia all’autorità di
polizia.  Infatti il direttore di gara non poteva e non può presentare nessuna denuncia in quanto vincolato dalla clausola compromissoria.
In ragione delle superiori considerazioni il gravame deve essere respinto, risultando
le sanzioni adeguate ai gravi comportamenti posti in essere a vario titolo dai
tesserati.

Per ciò che attiene all’ammenda questa Corte Sportiva ritiene che essa, come tipo di
sanzione, debba essere confermata perché la Società risponde oggettivamente dei
comportamenti posti in essere dai propri tesserati.

Ciò non di meno si ritiene che essa in ordine alla sua quantificazione, debba essere
rideterminata in termini più equi dovendosi tenere conto, ai fini della sua
quantificazione, del comportamento degli altri tesserati della Pol. Palma che hanno
tentato in tutti i modi di impedire che il Lo Giudice aggredisse il direttore di gara e che il comportamento dei calciatori Pinto e Cannizzaro è avvenuto lontano dal luogo di svolgimento della partita per cui il controllo della società era grandemente scemato.

P.Q.M.

La Corte Sportiva d’Appello Territoriale, in parziale accoglimento del proposto
gravame, ridetermina in € 800,00 (ottocento/00) la sanzione dell’ammenda a carico
della Pol. Palma confermando nel resto l’impugnato provvedimento.
Per l’effetto, senza addebito tassa.

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