Per il Città di Ragusa, rischio chiusura?

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Il tecnico Filippo Raciti: o si cambia o lascia?

 RAGUSA –Siamo arrivati al bivio definitivo. Occorre dare una scossa alla squadra, alla società, a tutto l’ambiente. Se cambia qualcosa bene, altrimenti non ha più senso andare avanti”.

E’ un messaggio che lascia poco spazio all’immaginazione quello che arriva dall’allenatore dell’Asd Città di Ragusa, Filippo Raciti, dopo l’ennesima sconfitta che gli azzurri hanno subito ieri pomeriggio per mano del Paternò.

“Sono stato costretto – sottolinea Raciti a giocare con sei juniores e tra l’altro, nonostante tutto, la squadra si è mossa con grande sagacia e dinamismo. Addirittura ci trovavamo avanti di una rete alla fine del primo tempo. Poi, naturalmente, non avendo cambi all’altezza e non potendo contare su altri elementi che potessero garantire una certa continuità, abbiamo subito il pareggio e, così come accaduto per buona parte del campionato, un’altra rete nel finale che, anche in questo caso, ha sancito la sconfitta. Ma più di questo, ovviamente, non possiamo fare. Eravamo in attesa di qualche rinforzo e speriamo che arrivi. Auspichiamo che ciò succeda perché, altrimenti, non sapremmo cosa dovremmo andare a fare sabato sul campo del Città di Messina, tra l’altro capolista del campionato di Eccellenza”.

Città di Ragusa: parla solo il mister. Dirigenti assenti.

Uno sfogo a tutto tondo, quello del mister del Città di Ragusa, diramato via comunicato stampa ufficiale. In cui, senza troppi giri di parole, si parla del fallimento della società. Raciti infatti dice: E’ fin troppo chiaro che abbiamo dei limiti di tenuta dovuti a un organico che non è per nulla completo. Facciamo del nostro meglio ma certo non possiamo garantire i miracoli“.

Quindi il problema è nell’organico e nel costante dilemma: gioco per divertirmi o facciamo finta di essere professionisti? Se si fa per passa tempo, quasi tutto fa brodo. Se si pensa ai fasti dei grandi club, servono soldi, professionalità, organizzazione che spesso in via locale non è facile trovare. Tranne i buoni propositi di ogni settembre, come per il nuovo anno scolastico.

La cosa strana è che nel comunicato con lo sfogo di Raciti, manca la voce della dirigenza. Nessuna dichiarazione di presidente, diesse, manager e via dicendo. Quasi come se Raciti non gli avesse detto di questo suo pre-addio o che la società non ha niente da dire. E meno da poter fare.

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