NUOTO – In Iran, nuotare in un sacco nero, non è abbastanza. Per una Donna.

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 Le incredibili vessazioni a cui sono sottoposte le donne per colpa di fatti ed idee religiose. In Iran, ad una giovane nuotatrice, non viene riconosciuto un recordo. Perchè ….

Elham Asghari nel “costume” da piscina. Alla giovane atleta iraniana le autorià “sportive” (meglio dire religios/sportive) del suo Paese non vogliono riconoscere un record battuto come nuotatrice.

testo di Sabri Najafi (in collaborazione con)

IRANElham Asghari è la prima donna iraniana ad aver stabilito il record di nuoto di 20 km nel Mar Caspio.

L’11 giugno ha ottenuto il record ma quando è andata a registrare il suo importante risultato le è stato detto che “le caratteristiche femminili del suo corpo erano visibili quando è uscita dall’acqua” e per questa ragione il suo record non può essere registrato.

Per seguire le incredibili leggi del suo Paese, Elham ha nuotato sempre vicino la riva, in spiagge vietate agli uomini, non si è fatta vedere da uomini ma solo da testimoni donne.

Eppure, i “funzionari” del “Ministero dello Sport” iraniano hanno detto che non potevano registrare il record, non essendovi descrizione ufficiale registrata presso il Ministero riguardo ai requisiti del “costume per nuotatrici donne in mare aperto“.

In pratica Elham indossava il completo islamico, una specie di palandrana pesantissima, inefficente che in acqua le ha sicuramente reso la sfida molto difficile: “I miei vestiti in acqua erano pesanti come l’uniforme di un astronauta, ma non avevo altra scelta“, ha detto Elham in un’intervista.

Secondo i funzionari la registrazione del record di Elham sarebbe contrario alla legge islamica perchè quando è uscita dall’acqua “si vedeva il corpo“. Da una specie di sacco nero, informe, inutile?

Ora ci si vuole rivolgere alla Federazione internazionale del nuoto (FINA) per chiedere loro di far pressione sulla IRSF (Federazione Nuoto Repubblica islamica dell’Iran) affinchè riconoscano il record di nuoto di Elham.

Dal 22 luglio sono in corso i Campionati mondiali di nuoto e nonostante ci siano molte donne che praticano nuoto a livello agonistico in Iran, non è loro permesso di partecipare a competizioni internazionali.

Chiediamo quindi alla FINA di sollecitare i funzionari IRSF al fine di far loro riconoscere e registrare il record di nuoto e sostenere Elham Sadat Asghari e tutte le altre atlete iraniane inascoltate.

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Per aiutare Elham e con lei tutte le Donne sottoposte alle follie umane, anche dall’Italia e magari adesso anche solo da un computer, basta andare a questo link – change.org – compilare il modulo e registrarsi. E’ una cosa veloce e volendo si può accedere con l’account di FaceBook. Poi cliccare su Firma” per aggiungere la nostra firma a quelle che, in tutto il Mondo, Italia compresa, saranno poi fatte pervenire alla Federazione Mondiale del Nuoto per fare pressione sull’oligarchia teocratica iraniana.

Non pensiamo che “tanto lo fa un altro” o “a me non interessa“. La lotta per la Libertà di pensiero e di azione deve essere mantenuta viva ogni giorno. Il rischio, in caso contrario, è che ci sepolgono vivi sotto le loro regole.

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Chi è Sabri Najafi

 Sono nata a Shiraz in Iran. Nella mia vita mi sono sempre battuta per i pari diritti tra uomini e donne. L’8 Marzo del 1979 Khomeini dichiarò che le donne dovevano portare il velo e limitò le leggi che garantivano i diritti delle donne. Quindi nel 1980 ho deciso di partire per l’Italia. Ho sostenuto la campagna “Un Milione di Firme per Cambiare le Leggi Discriminatorie in Iran” e faccio tuttora parte del Movimento delle donne iraniane per i diritti di genere e del Movimento per i diritti umani. Sono convinta che senza l’uguaglianza tra i sessi i diritti umani non saranno mai realizzati. Ecco perchè non potrò mai lasciare sola Elham e le mie sorelle iraniane.

Grazie,

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