Morto Cassius Clay. Un pensiero di Valeria Calabrese, campionessa mondiale. Ed un saluto dall’on Digiacomo

Muhammad Ali
Muhammad Ali

PHOENIX (USA) – Dopo una lotta quasi trentennale contro il morbo di Parkinson, nella giornata di ieri è morto a 74 anni, Cassius Clay, che acquisì il nome di Mohamed Alì nel 1964 dopo essersi convertito all’Islam.

Pluricampione del mondo di boxe, vince il primo titolo nel 1964 ma lo stesso titolo gli viene tolto dalla federazione,la WBA, perchè concesse una rivincita allo sconfitto, Sonny Liston, cosa che il regolamento proibiva. Ultimo mondiale vinto fu nel 1978 anche se lo stesso Alì vi rinunciò per l’ipotesi di riunire le due federazioni – Wbc e Wba – per un titolo unico. L’incontro ipotizzato però non si tenne.

Personalità un po’ da spaccone, Cassius Clay si convertì all’Islam e legò questa sua professione di fede alla sua lotta per l’affermazione dei diritti dei neri. Se famoso è il suo rifiuto di andare a fare la guerra in Vietnam nel 1967, cosa che gli valse la perdita del titolo mondiale (disse testualmente: ‘A me i vietcong non mi hanno mai chiamato negro‘), altrettanto conosciute sono le sue uscite per cui, nella foga religiosa, diceva che sul ring era ‘guidato dal una mano divina‘.

Sul Ali come campione, un pensiero di Valeria Calabrese, la campionessa iblea reduce dai recenti campionati mondiali di Astana (in Kazahkstan) ed adesso a Rimini per la coppa del Mondo dei suoi giovani allievi.

Non ho mai avuto idoli o mai mi sono ispirata a qualcuno. Reputo Alì un grosso talento e un genio del pugilato e come tutti i geni un po’ folle nel suo modo di esporsi.
Non mi sento di fare paragoni col pugilato moderno perché è diverso, è cambiato e si è molto evoluto. O magari ‘involuto’ 

Ali cittadino onorario di Comiso

In merito alla notizia della scomparsa di Mohamed Ali, anche l’on. Pippo Digiacomo, che nel 1999 da Sindaco lo ospitò a Comiso e gli conferì la cittadinanza onoraria, così lo ricorda: “Addio con grande rimpianto al grande Mohamed Ali che da Sindaco volli fosse cittadino onorario nel 1999. Fu un’emozione grande averlo a Comiso e personalmente ho avuto il privilegio di sentirgli raccontare le grandi sfide sportive e di vita, proprio da lui che è forse il più grande atleta di tutti i tempi”.

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Digiacomo  con Mohamed Ali
Digiacomo con Mohamed Ali
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