Liceo sportivo: richiesta alla Regione per una classe di ‘prima’ in più

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Il liceo sportivo di Ragusa chiederà una classe in più per l’as 2016/17. La risposta arriverà, si spera, prima dell’inzio del nuovo anno scolatico

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Liceo Fermi
Liceo Fermi

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RAGUSA – Salomonica decisione del Consiglio di Istituto del “Fermi” di Ragusa, conosciuto liceo scientifico e da poco anche liceo sportivo, unico in provincia di Ragusa, in merito ad una possibile soluzione in relazione all’eccesso di domande (49) rispetto la prima classe dello sportivo da attivare nel 2016/2017 (22). Infatti i docenti e genitori inseriti nel massimo organo di autogoverno scolastico hanno demandato all’Ufficio Scolastico Regionale della Regione Siciliana la decisione in merito, chiedendo formalmente l’autorizzazione – ed i relativi finanziamenti – per avviare una seconda classe di ‘prima’.

Come si ricorderà (vedi qui), la questione nasce dal numero di domande presentare, 52 poi scese a 49, per l’iscrizione alla prima classe del nuovo liceo sportivo a fronte della norma, nazionale, che prevede un certo contingentamento nella classi attivate. A Ragusa il numero delle prime per l’a.s. 2016/2017 è fissato in una e, per il rapporto spazi/alunni disponibili, la classe non può contenere più di 22 alllievi.

Su questi parametri, c’è stata una sorte di “sollevazione” dei genitori di coloro che sono potenzioalmente rimasti esclusi, per via di stringenti, ma coerenti, parametri di accesso legati alla propensione sportiva del candidato secondo i propri risultati sportivi, parametri di rendimento scolastico, educazione fisica.

La pressione genitoriale, che spinge per un allargamento dei criteri selettivi al fine di avere un accesso aperto a tutti, ha pressato la scuola in quanto istituzione che per evitare un conflitto polemico si è rivolta all’Ufficio Regionale a cui, sostanzialmente, viene passata la patata bollente.

In quanto tempo risponderà l’ufficio di Palermo? Siamo in Sicilia per cui la cognizione di tempo è relativa e potrebbero passare anche dei mesi. Ecco perchè già in diversi genitori di alunni non inseriti nel novero di coloro che potrebbero accedere alla classe come oggi in vigore, hanno chiesto il nulla-osta per passare ad altri istituti.

Federazioni, enti, associazione: di tutto un po’

In un gruppo WhatsApp usato da alcuni genitori per scambiarsi note ed idee sul da farsi, è nata una sorta di polemica, collegata anche all’articolo di Sportibleo (vedi) sul valore delle iscrizioni a federazioni, enti di promozione, associazioni sportive. Questo perchè, correttamente, il liceo Fermi ha dato valori e punteggi diversi secondo l’iscrizione o no a federazioni sportive. Molte mamme si sono lamentate del proprio figlio che ha fatto anche trasferte nazionali in un determinato sport, “e adesso non glielo valutano!“.

Vale la pena allora mettere in evidenza questo aspetto, in cui è stato tirato in ballo anche Sportibleo, come se avesse deciso i parametri. Cosa che ovviamente non è stata ma che, per nostro conto, si approvano tal qual.

Il fatto è che, mentre a qualunque organizzazione e/o associazione deve essere riconosciuto il massimo valore sociale in termini di formazione sportiva, la suddivisione fatta dal liceo Fermi corrisponde all’attuale conformazione sportiva italiana con il CONI, Comitato Olimpico Nazionale Italiano che congloba le federazioni sportive, ovvero le uniche ‘autorizzate’ a presentare atleti alle Olimpiadi. Considerando che rimane ancora l’aura delle olimpiadi come massima espressione sportiva mondiale, è evidente che solo chi ha la possibilità di far accedere propri atleti alle olimpiadi, “vale di più”.

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Carlotta Felito,
Carlotta Felito, siciliana di Catania, oggi una delle ginnaste olimpioniche di maggior livello mondiale, inserita nella FGI, la federazione ginnastica italiana

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Ad oggi, al Coni sono affiliate* 45 federazioni (FSN) e 19 discipline sportive associate (DSA) che, nel loro insieme, contano 4.470.998 iscritti per un totale di 73.759 società e nuclei affiliati. Tra dirigenti, istruttori e tecnici ed ufficiali di gara, ci sono 906.480 operativi, più altri 143.741 operatori ad altro titolo. Le DSA, tanto per fare un esempio, sono il biliardo sportivo, la dama, il bridge e via dicendo

Gli enti di promozione

Accanto al Coni, sono poi presenti gli Enti di Promozione Sportiva, oggi 15, storicamente molti legati a partiti politici, chiesa cattolica, dopolavori e via dicendo. Gli EPS nascquero proprio per staccarsi dalla pressione agonistica delle federazioni e, come dice la parola, promuovere lo sport in senso più ampio. Sono iscritti ad un registro nazionale dal 1999, godono di agevolazioni fiscali e, quando possibile, di sovvenzioni. Tra i più famosi ci sono, per esempio, l’Endas, la Libertas, la Uisp, Acli e via dicendo. Il “core business” di questi enti è promuovere lo sport senza stressare troppo il concetto di agonismo e racchiudono praticamente tutti gli sport, dalla danza al calcio, dalla ginnastica al karate, ciclismo e via dicendo e si dimostrano enti davvero fondamentali per lo sviluppo e l’accesso alla pratica sportiva più ampia.

In teoria, un buon atleta si dovrebbe formare in un ente di promozione, passare poi nelle rispettive federazione per avviarsi ad una carriera agonistica al top sotto le cure del Coni.

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Coni, sede nazionale Roma
Coni, sede nazionale Roma

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Associazionismo vario

Ci sono poi, in questa ipotetica scala, altre associazioni sportive che magari raccolgono solo società sportive di un solo sport o pochi sport, tentando di porsi come riferimento di una specifica disciplina. Esempio sono spesso nel variegato mondo delle arti marziali dove ai tradizionali e onorevoli Judo, Karatè che hanno propria federazione, si affiancano oggi nuove discipline mix tra robe strane tipo la capoeira brasiliana mescolata con aerocalci vari e che danno vita ad associazioni per promuovere queste nuove “cose marziali“; altro esempio può essere nella danza, dove unica federazione è la FIDS mentre vari tipi di nuovi balletti come hip hop, funky e robe simili, si ‘fanno’ proprie associazioni per la relativa promozione e ‘vendita’ del prodotto. Spesso si autodefiniscono ‘federazioni’ ma nel senso letterale del termine, ovvero ente costituito da più società sportive, niente a che vedere col Coni.

Secondo questi parametri, la scuola ha – a nostro avviso correttamente – valutato attività prettamente agonistiche quelle inserite in un circuito che possa andare fino alle Olimpiadi passando dalle federazioni, talento permettendo. Quindi commenti del tipo “ma come, mia nipote fa danza presso l’associazione Tal-dei-Tali e li hanno portati fino a Rimini per una gara e non conta niente?“, purtroppo lasciano il tempo che trovano.

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* dati 2014

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