La Andrea Licitra pallamano a zero punti dopo 10 partite. Serie A1 troppo impegnativa?

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Raniolo al tiro

RAGUSA – E’ ancora notte fonda per l’Andrea Licitra Pallamano di Ragusa che, alla decima giornata (2^ di ritorno) di campionato, non ha ancora vinto una partita e rimane in fondo alla classifica con 0 punti.

E’ stata infatti persa, ed anche malamente, l’ultima partita con un pesante 34-a-19, a dire il vero contro una vera signora del campionato che è l’Albatro Siracusa, oggi terza in classifica.

E’ quindi un campionato davvero difficile per questa nuova matricola dell’A1, arrivata nel gotha della pallamano nazionale dopo un percorso che l’ha vista dalla B passare in A2 e poi, quest’anno, in A1.

Avventura A1 frettolosa?

Facilmente si potrebbe dire che ‘è crisi‘ per la Crazy Reusia Ragusa, disperso fanalino di coda classifica. Ma in realtà non sarebbe corretto dirlo. Perchè crisi potrebbe essere se si venisse da fasti ed allori, cose che in effetti non sono state, fin’adesso.

E, a dirla tutta, forse neanche la società pensava di fare molte scintille quando ha pensato di confermare la propria iscrizione in Serie A1.

La Serie A1 è prestigiosa, è importante, da anche lustro quando fatta bene. Ma, evidentemente, non è stata scelta nei tempi giusti o non erano del tutto maturi o anche la campagna acquisti effettuata non ha dato i frutti sperati.

Nel roster del presidente Girasa, infatti, paiono infatti mancare quei ‘fuoriclasse’ capaci di fare la differenza in gioco ed in campo. Il presidente pare avesse cercato di fare un certo scouting in Croazia, patria di ottimi giocatori, ma alla fine la scelta nel come creare la formazione, è stata molto più casalinga.

FIGH – Risultati e Classifiche

Lasciato andare il portiere Javier Ansaldo, ottimo elemento, in porta c’è stato un tour-over in famiglia, con l’arrivo del fratello Cristian Alberto, classe 1992 ma ben diverso dalla classe del fratello.

Il palermitano Esposito, classe 1995, terzino mancino, prima esperienza in A1, non ha apportato molto alla squadra e probabilmente il team si basa molto sull’apporto di Federico D’Alberti, ex Albatro Siracusa e da due anni con gli iblei. Buon tiratore ha però col tempo perduto la sua massima lucidità, complice anche traumi fisici che non gli consentono di saltare ampiamente e frequentemente come richiesto ad un terzino di potenza.

A dare supporto – e gol – le due ali, il dx Giorgio Noto ed il sx Giorgio Raniolo che, dai lati, segnano. E’ però chiaro che non possono certo sostituirsi ad un forte ‘cecchino’ centrale, capace di penetrare le difese. D’altra parte, se in fase di gioco Noto e Raniolo dovessero davvero diventare pericolosi – e fin’ora non lo sono stati perchè tutta la squadra non lo è stata – dalla panchina avversaria potrebbe ben arrivare un ordine in campo alla linea difensiva di impedire loro di ricevere, fisicamente, palla. Quindi rischio ‘zero gol’ dalle ali.

E tutto si vede chiaramente in questo campionato, con ‘zero’ punti in classifica, la peggior difesa del campionato subendo 344 gol in 10 partite e segnandone solo 213, i meno ‘segnatori’ del gruppo.

Alla guida della Crazy Reusia targata Andrea Licitra, c’è Roberto Giuffrida, il ‘professore‘, siracusano e noto nell’ambiente per essere un tecnico di prima qualità, capace di far crescere ottimi giocatori specie nella tecnica individuale, quella che poi permette di fare gol.

In campo con ‘anema e core’. Ma breve.

Nel Reusia, coach Giuffrida con il roster a disposizione, ha certamente cercato di portare ordine e coerenza nel gioco, utilizzando la propria esperienza di anni. Ma non tutto sta andando al meglio e d’altra parte il coach si trova ad aver a che fare con atleti ben più che adulti, dove la tecnica di gioco o si è già appresa ai tempi o ormai è tardi.

La strategia di gioco di questo risente e lo schema pare sempre quello: primo tempo da leoni. Secondo….meno.

Lo stesso presidente Girasa è spesso soddisfatto del gioco dei suoi. ‘Nel primo tempo si sono battuti da leoni’. Ed è vero. Anche nell’ultima gara, questa contro il Siracusa, è successo: un gioco forte, costante, mai rinunciatario. I ragazzi danno l’anima, con una difesa aggressiva, pregna, che ha permesso un parziale di 16-a-14. Tanto aggressiva che i due minuti di sospensione per ‘gioco pericoloso‘ sono frequenti tra le fila dei ragusani, cosa di cui anche il presidente Girasa spesso si lamenta.

Ma lo sforzo pare troppo. L’energia spesa per ‘limitare i danni’ è troppa ed il secondo tempo ne risente. La panchina non permette grandi rotazioni, le individualità non permettono miracoli. Ed il secondo tempo è come un argine che si frantuma e lascia sfilare l’onda. Con il Siracusa, solo 5 gol fatti nel secondo tempo ma ben 18 incassati: un divario eccessivo ed una routine che si ripete.

Noto al tiro

Insomma, dopo i fasti della B e della A2, la A1 è una cosa seria e fa soffrire. Per mantenere alto il morale, dalla società si dice che ci sono miglioramenti e maturazioni. Tutto è possibile e le cose si possono vedere da diverse angoli. E’ evidente però che lo sport non lascia tanto spazio alle speculazioni: o sei alto in classifica o sei in basso. Poi, sul commentare questi fatti, c’è gente che ci ha costruito carriere nazionali.

Scontro con la capolista

La prossima partita, per il Reusia, sarà ancora più tosta. In casa è attesa la capolista, lo Junior Fasano, 18 punti in classifica, miglior attacco con 332 gol fatti, 8 partite vinte e due pareggiate.

Sarà un ennesimo esame importante per la Andrea Licitra Crazy Reusia pallamano. Ma anche un ulteriore tassello nella ipotesi, più che concreta, di considerare questo campionato come una ‘esperienza’, dura e certamente formativa. E di concentrare di più sforzi, energie e coach nell’under 15 che potrebbe, tra qualche anno e con la giusta crescita, diventare attore non secondario di una futura A1 ragusana.


tutte le foto sono di Alessio Mauro | Facebook

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