JUDO – La Koizumi Scicli ha 30 anni.

bloc 1

Compie 30 anni la associazione sportiva Koizumi che appunto da 30 anni promuove il judo. Festeggiamenti con un meeting di oltre 40 cinture nere sciclitane.

.

Maurizio Pelligra, maestro di Judo e leader della Koizumi mentre sistema il nodo della cintura di un giovane judoka.
Maurizio Pelligra, maestro di Judo e leader della Koizumi mentre sistema il nodo della cintura di un giovane judoka.

.

SCICLI – Festeggiamenti del 30ennale per la Koizumi di Scicli, diretta la maestro Maurizio Pelligra che in questo 2014 festeggia un percorso inziato nel 1984.

La Koizumi ha 30 anni ma il judo a Scicli ha una storia più vecchia inziata come “costola” della polisportiva Ciavorella, poi diventato Judo Club Scicli per poi passare ad essere Koizumi, inossidabile società che ha anche sfornato interessanti atleti di livello nazionale ed internazionale.

A raccontare la storia di questo sport locale sarà Lillì Favacchio, uno dei primi ad insegnare il judo a Scicli, in un ristretto spazio di una stanza/deposito della palestra di via Bixio.

Un periodo pioneristico che ha però lanciato questa tradizionale arte marziale (柔道 jūdō, Via della Cedevolezza), fondata nel 1882 da Jigoro Kano, maestro venerato da tutti gli amatori ed agonisti.

Nei trenta anni di storia, parte centrale ed ostinato cultore certamente è stato Maurizio Pelligra, che ha personalmente cominicato a fare judo nel 1978 e oggi tra i maggiori rappresentanti del judo nazionale ma che mai ha voluto lasciare la sua città dedicandosi all’insegnamento del judo.

Alti i gradi raggiunti da Pelligra che è 4° dan per la Filkam e 6° dan per la Aise, la importante associazione di formatori stabilita in Italia da un altro grande del judo nazionale, Cesare Barioli, che si è distinto per la ricerca più profonda sulle origini del judo e poi per la dedizione alle formazione.

I festeggiamenti per il 30^ della Koizumi vedranno diversi momenti durante il 2014, il primo dei quali è una sorta di convegno sul tema che si terrà domenica 19 gennaio presso la palestra dell’istituto tecnico commerciale di Scicli in cui sono state invitate tutte le cinture nere che con la Koizumi hanno conquistato questo simbolo di eccellenza. Se verranno tutte, ci si troverà di fronte a non meno di 40 atleti ed ex atleti cresciuti a pane e judo._

Approfondimento

Le cinture ed i gradi del Judo

 

I gradi sono attribuiti ad un praticante e permettono di valutare il suo livello tecnico, la sua efficacia in combattimento, il suo grado di anzianità così come le sue qualità morali, ciò che corrisponde al rispetto scrupoloso del codice morale così come un’applicazione sufficiente nella pratica.

 

La classificazione prevede una prima divisione tra Mudansha (non aventi alcun dan) e Yudansha (portatori di grado dan). Le cinture sono state introdotte essenzialmente dagli occidentali per riflettere il grado.

Si trovano nell’ordine la cinture bianca, gialla, arancione, verde, blu, marrone e la famosa cintura nera.

Esistono anche le “mezze-cinture”, utilizzate in Italia per i giovani judoka per segnare la progressione tra due cinture: bianco-gialla, gialla-arancione, arancio-verde, verde-blu e la blu-marrone.

La cintura nera può essere tutta nera nel caso in cui appartenga ad un sensei uomo, e può essere nera con una striscia bianca nel mezzo che percorre tutta la cintura nel caso in cui appartenga ad un sensei donna.

 

Le cinture di colore dal bianco al marrone corrispondono alle classi, chiamate kyu: il 6° kyu è rappresentato dalla cintura bianca fino al primo kyu per la cintura marrone.

 

Esistono al di sopra dei kyu altri gradi chiamati dan: dal I dan al V dan, la cintura è nera; dal VI dan al VIII dan è rappresentato da una cintura a bande rosse e bianche alternate, IX ,X e XI dan la cintura è Rossa, il XII è rappresentato da una cintura bianca più fine e larga (il motivo di tale scelta è l’idea di congiunzione che si vuole dare fra il massimo livello che si può raggiungere e quello più basso).

Il I, II e III dan corrispondono al nome giapponese di Deshi (discepolo), il IV e V dan a Renshi(padronanza esterna), il VI e VII dan a Kyoshi (padronanza interiore), il VIII e IX dan a Hanshi (padronanza interiore ed esterna unificata) ed il X dan a Keijin (tesoro vivente).

Inoltre il maestro Jigoro Kano, stabilì la possibilità di progredire oltre il X dan istituendo l’XI e il XII dan per coloro che trascendessero anche questo obiettivo, ma nessuno riuscì mai a raggiungerlo.

 

In Italia, i gradi inferiori alla cintura nera sono rilasciati in seguito ad un passaggio di cintura organizzati dal club. Per ottenere i differenti gradi dan di cintura nera si sostengono degli esami di tecnica, teoria e kata davanti ad una giuria regionale, fino al 3° dan, e nazionale per conseguire il 4° 5° e recentemente, anche il 6° dan, oppure guadagnando dei punti durante combattimenti ufficiali in campionati e trofei, fino al 5° dan. Successivamente al 6° dan, in Italia, i gradi vengono conferiti, per meriti federali.

Ti è piaciuto questo articolo?

Leave a Reply

Your email address will not be published.