INT.LE – Sochi 2014 a rischio protesta gay?

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Le Olimpiadi invernali di Soci (Russia) che si terrano dal 7 a 23 febbraio 2014 sono a rischio boicottaggio. Dai gay e lesbiche.

Il gay Pride. Manifestazione di gusto, comunque, trash ma ormai diventato una tradizione come provocazione.

Soci (Russia) – Un richiamo al “boycot” verso le olimpiadi di Soci del prossimo febbraio, è stato lanciato dalle associazioni che raccolgono il variegato mondo detto LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) per protestare contro la legge russa che proibisce, in pratica, qualunque manifestazione legata al modo di gay e lesbiche.

La legge, varata un paio di mesi fa con 436 voti a favore e zero contro, è ufficialmente chiamata di non “propaganda di relazioni sessuali non tradizionali” mette al bando non solo i comportamenti gay in pubblico ma anche la discussioni su questi temi, la pubblicità che si richiama a tali atti, la discussione su tali comportamenti. Le sanzioni sono multe salate (fino a 20.000€) maggiorate se fatte in presenza di minori. La legge, secondo delle indagini statistiche nazionali, ha il supporto di oltre il 50% della popolazione.

Proprio contro questa legge, le Olimpiadi invernali di Soci del prossimo 2014 sono diventate, già da ora, il teatrino dove andare a proclamare i propri diritti. Le associazioni LGBT mondiali stanno facendo pressione addirittura sui rispettivi governi per boicottare la manifestazione.

Le Olimpiadi, in effetti, sono abituate ad essere teatro della più diverse manifestazioni, fin dai tempi più remoti ed ormai nessuno le vede come “spirito sportivo” ma come macchina crea-soldi oppure teatro per mettere in mostra le più diverse richieste di legittimazioni.

Ultima, in ordine di apparizione, la ginnasta russa Yelena Isinbayeva che nella sua carriera ha stabilito 28 record mondiali, “colpevole” di aver difeso la legge del suo Paese sostenendo il diritto di tutti di venire in Russia ma il dovere di rispettarne le leggi. Ha detto che la “Russia è un paese normale dove le donne vanno con gli uomini e gli uomini con le donne“.

E’ stata ovviamente aggredita per non avere sostenuto il contrario tanto che ha dovuto fare una cosidetta “marcia indietro” spiegando che non ha niente contro gay e lesbiche.

Peraltro, altri atleti hanno invece apertamente preso posizione contro questa legge – e per questo applauditi – come la ginnasta svedese Gree Tegaro che è scesa in pista con le unghie della mano dipinte dei colori dell’arcobaleno a ricordare le bandiere del movimento Lgbt.

Contro questa legge russa che prevede il divieto di propaganda, anche il pattinatore neozelandese Blake Skiellerup, gay dichiarato, che ha ..dichiarato anche che ove partecipasse alle olimpiadi di Soci indosserebbe qualche simbolo o coccarda a ricordo del diritto delle donne e uomini gay.

Questo atleta si chiama Gay, Tony Gay, per cui sulla maglietta può scriverlo senza problemi.

La situazione dei gay e delle lesbiche in Russia non è mai stata facile. Dalle leggi sovietiche di Stalin che lo cinsideravano un reato alle recenti norme che considerano questo orientamento sessuale non conforme alla normale pratica sessuale.

Da recenti dichiarazioni su giornali internazioni, però pare che durante i giochi di Soci, le autorità “non creereanno problemi” agli atleti gay ospiti (fonte) anche se dal fronte Lgbt l’occasione non potrà certamente non essere sfruttata per fare propaganda a favore di gay e lesbiche.

Per cui potrebbe esserci una manifestazione di apertura dove molti atleti potrebbero indossare abbigliamento con i colori dell’arcobaleno, simbologia adottata da gay e lesbiche nelle proprie manifestazioni.

Per ultimo, a Soci un pezzo di Sicilia perchè il “nostro” Luca Parmitano, l’astronauta siciliano (di Palermo) in orbita con la Soyuz (russa), riporterà sulla Terra la fiaccola olimpica l’11 novembre prossimo. La torcia raggiungerà la stazione orbitante il 7 novembre quando tre nuovi astronauti daranno il cambio. A far ‘passeggiare‘ la fiaccola non sarà Parmitano, impegnato nelle operazioni di rientro sulla Terra, bensì i russi Oleg Kotov e Sergei Ryazansky che a fine settembre raggiungeranno la Iss e che ovviamente hanno il pieno diritto di farlo essendo loro russi e la Russia il Paese organizzatore.

Per motivi di sicurezza e di fattibilita’, all’interno della fiaccola spaziale non ci sara’ un fuoco ‘vivente’ ma una luce artificiale._

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