INFRASTRUTTURE/Scicli – Campo abbandonato, comune pignorato?

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Un problema di pagamenti incrociati, di cessioni non rispettate, di norme da rispettare: ed il polivalente rimane fermo senza futuro. Il comune potrebbe anche vedere una richiesta di pignoramento?

I corridoi della zona spogliatoi e servizi del polivalente. Prima di aggiustarli (sempre se si farà) sarebbe meglio dare un’occhiata alle tubature che passano qui sotto e che dalle caldaie dovrebbero portare l’acqua calda alle docce perchè, ad oggi, c’è ancora una perdita di acqua che rende le docce prive di acqua calda. Ed è ridicolo consegnare alla città impianti sportivi a mezzo servizio. Mica siamo l’Africa (ancora per un altro po’)

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SCICLI – Lo ammettiamo: eravano stati troppo ottimisti nel dire, più di un anno fa, che il campo sportivo “polivalente” di Scicli si sarebbe risolto in poco tempo. O, per dirla tutta, pensavamo che si dovessero tenere in conto le difficoltà e necessità teniche. Ed in quel caso l’anno era più che sufficiente.

Quello che non avevamo tenuto in considerazione, era la marea di burocrazia inutile, assassina ed incompetente e che serve solo agli enti pubblici per giustificare se stessi.

Fatto sta, che oggi, il campo sportivo polivalente di Scicli, praticamente l’unico polmone sportivo in città e – sempre in tema di anatomia – “cuore” di tantissime attività settimanali e domenicali, è in fase di fermo. Un colpo al cuore, per così dire.

Lo stato dei lavori, è pressocchè incomprensibile. Cosa è stato fatto e cosa di debba fare non è chiaro forse nella mente di nessuno.

Ad occhio, guardando lo scempio, si capisce che è stato fatto un-po’-questo, un-po’-quello senza capire cosa manca per completare l’opera.

Da sempre si sa che mancano i serivizi igienici, manca la recinzione, mancano i massetti laterali. E poi mancano gli accessi, gli infissi e tutto il resto. Sul campo, una copertura di erba sintetica si vede ma a parte essere impraticabile, è sola ed in balia del vento e della pioggia.

Quando riprendono i lavori? Non si sa.

Perchè adesso è emerso un problema, serio o no non lo sappiamo, di pagamenti incrociati fra le due ditte – la CMC Caltagirone (che forse ha cambiato intestazione) e la ditta Bono, la prima incaricata delle strutture e serivizi e la seconda della stesura del manto erboso – che rendono la matassa di difficile soluzione.

In pratica, la gara prevedeva che il “contractor” dell’appalto – quindi il gestore totale della gara – fosse questa CMC di Caltagirone che, incassando il totale dell’importo (circa 600.000€) avrebbe poi dovuto saldare la Bono, ditta specializzata e mandataria della Mondo spa per la stesura del manto erboso.

Qualche tempo fa, anche a causa di un certo ritardo nei lavori complessivi, la ditta Bono ha chiesto al comune una c.d. “cessione del credito“, ovvero una garanzia che i pagamenti diretti a lei – una cifra vicina ai 130.000€ – non passassero dalla CMC. Una forma per evitare che nel passaggio ci potessero essere ritardi o altro.

Questa “cessione del credito” è stata regolarmente fatta e quindi Bono ha preso a fare i lavori, parziali.

Qualche giorno fa la Bono ha chiesto al comune il pagamento di circa 100.000€ per la trance dei lavori fatti. La sorpresa è stata che l’ufficio Ragioneria, in contrasto con quella famosa “cessione del credito” aveva bonificato 120.000€ alla Cmc Caltagirone. Una sopresa per Bono & Co che hanno così visto stracciato un accordo sottoscritto.

La cosa poteva risolversi se, comunque, la Cmc avesse – a sua volta – ceduto una parte alla Bono. Cosa fatta in parte con un assegno di 65.000€ a favore di Bono. Solo che, pare, all’atto dell’incasso in banca, questi 65.000 sono parsi non immediatamente esigibili.

Ecco quindi che la storia si incasina: chi doveva pagare chi?

Bono sostiene che, in forza della “cessione del credito” il saldo doveva essere fatto direttamente a loro. Dall’amministrazione comunale che con l’ufficio Ragioneria gestito dal dott Francesco Lucenti ha proceduto a tutti i rapporti e contratti economici, viene fatto trapelare che i funzionari non hanno ritenuto di dover pagare direttamente a Bono perchè contrario a determinate norme.

La domanda è allora: ma perchè hanno prima allora permesso la costituzione di un diritto con la “cessione del credito” in capo alla ditta Bono?

Il dr. Lucenti ad oggi risulta in ferie per cui non è possibile sapere la sua versione, ove la volesse indicare.

D’altra parte, il sindaco Susino – che non è la parte tecnica – evidenzia che il comune, da parte sua “ha sborsato 120.000€ ed è compito dei funzionari fare le opportune delibere. Come amministrazione noi abbiamo pagato perchè vogliamo che i lavori siano completati e l’area venga messa in sicurezza al più presto. Se si sono errori, ciascuno si assumerà le proprie responsabilità“.

Di chi è allora “la colpa” del fatto che Scicli ha un campo sportivo in condizione da terzo mondo da anni?

La ditta Bono, interpellata, non è intenzionata a fermasi. Una ingiunzione di pagamento con scadenza di 20 giorni è stata intimata al Comune di Scicli. La “dateline” è scaduta ed adesso i legali dell’azienda stanno vagliano le procedure per la messa in mora del Comune, l’avvio di procedure di pignoramento di beni e stipendi per la quota parte.

Un casino. Un casino che, umanamente, può accadere. Ma a cui dovrebbe essere posto rimedio con – semplicemente – la ricerca delle responsabilità senza la copertura delle sabbie mobili comunali e, quindi, l’allontamento degli incompetenti dai posti di gestione.

Il Comune non è fatto per dare stipendi ma servizi ai cittadini che pagano, stipendi compresi, con le proprie tasse._

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