INFRASTRUTTURE/Scicli – Campi inagibili, geodetico affollato. Interessa a qualcuno?

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La gestione delle infrastrutture sportive comunali, dal geodetico, al polivalente, allo stadio comunale “Scapellato” sono, a dirlo senza eufenismi, un casino.

Una fase della riunione al Comune tra le società e l’amministrazione nella persona del vice sindaco Pino Adamo

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SCICLI – Lo sport, in sé-per-sè, se la passa male perchè è praticamente tutto amatoriale, quindi senza fondi che non siano di privati, visto che il settore pubblico è prosciugato. Quindi sopravvivacchia male.

Ma il colpo di grazia viene dato dalla pessima gestione pubblica delle infrastrutture sportive che sono al capolinea non solo e non tanto per le condizioni strutturali – decadenti – ma per la insana e cattiva gestione.

L’ultima viene da Scicli, dove – accanto al polivalente quasi defunto (vedi) – le società sono adesso di fronte al dilemma di come usare palestre e campi che sono di proprietà comunale.

In una riunione di ieri (29/ago) informale a tal punto che molte società non erano state invitate e si è saputo solo grazie al passaparola, è stata convocata dal comune. A fare gli onori di casa e il relatore di quel che accade, Pino Adamo vice/sindaco e sostanzialmente assessore allo Sport anche se tale delega non ha. Ma per i trascorsi sportivi, è sempre chiamato in ballo in questi casi.

Da comunicare c’era il “rischio” di un aumento delle tariffe orarie d’uso dei campi che sarebbero dovute passare da 3,50€/ora a 8,90€/ora. Un salto impegnativo per tutte le società che devono fare i conti letteralmente con le 10€ per far quadrare i conti.

Adamo ha voluto evidenziare che tale passaggio sarebbe stato obbligato dalla Corte dei Conti che prevede che le amministrazioni debbano avere avere un introito che copra almeno il 36% dei costi di gestione annuali, in questo caso degli impianti sportivi. A dire il vero il Comune di aveva provato lo scorso anno aumentando tutte le tariffe, tranne dover fare retromarcia per una mezza sollevazione popolare.

Per il comune di Scicli, questo costo è di quasi 200.000€ con una quota di quasi 160.000€ che va solo in stipendi. Un esempio chiaro di come i servizi che i comuni danno sia solo quello di “stipendificio” e non di erogatore di sevizi utili alla collettività.

L’amministrazione – che dobbiamo evidenziarlo sta cercando in tutti i modi di risolvere questi problemi, spesso ereditati e spesso senza il sostanziale aiuto della macchina burocratica comunale – ha ammesso che l’aggravio di spesa sarebbe stato impossibile da sostenere per le società sportive ed ha quindi “calmierato” le richieste riconfermando i 3.50€/ora dello scorso anno.

Ma il problema non è solo il pagamento. Più che altro è anche la gestione e l’uso di campi e palestre.

Sta emergendo con forza l’idea che dagli uffici ci sia una sorta di boicottaggio contro lo sport a Scicli e contro le società sportive.

Lo Scapellato (campo sportivo) è formalmente inagibile. La scorsa settimana tra autorizzazioni e dinieghi, Scicli e Comiso per la prima di Coppa Italia, sono rimasti fuori dai cancelli sbarrati. Mancano tutta una serie di autorizzazioni, l’unica cosa che in Italia non mancano. Vigili del Fuoco, commissione pubblici spettacoli, impianti elettrici; a dicembre scade quello della tribuna. Insomma, tutte carte che vengono da regolamenti che spesso esistono solo ed esclusivamente in Italia. Ma fin quando vigono, nessuno rischia di autorizzare qualcosa che non ha il suo bel timbro.

Il geodetico, praticamente l’unica struttura coperta “simile” ad un palezzetto, soffre di extra-affollamento. Tra pallamano, pallavolo, basket, twirling, ginnastica, dovrebbe rimanere aperto quasi 24ore su 24. Invece in 4ore e mezza tutte le società devono allenare le proprie squadre: giovanili, femminili, maschili, serie A e via compagnia.

Visto che il costo maggiore è per gli stipendi dei custodi, le società hanno fatto una proposta di buon senso e tipica di una comunità locale: date a noi la responsabilità della gestione. Le squdre di calcio per lo Scapellato, le squadre di atletica ed altri sport per il geodetico, hanno convenuto di poter gestire aperture e chiusure in maniera autonoma. Per il geodetico, esempio, hanno calcolato che aprendo alle 15:00 (invece della 16) e chiudendo alle 22 (invece delle 21:30), avrebbero sistemato i problemi di tutti.

Ma.

Ma dal comune i funzionari sembrano non essere d’accordo. “Sembra esistere un certo astio proprio nei confronti delle società“, dicono diversi dirigenti, cosìcche più che trovare soluzioni, si creano problemi.

Alcuni dirigenti si trovano a denunciare un clima quasi “terroristico”, con difficoltà costanti che vengono frapposte, senza che siano cercate invece soluzioni valide per tutti. Trincerandosi dietro bolli e carte bollate, nessuna soluzione viene trovata. “Aspettano sol il 27 del mese“, dice qualcun’altro.

Un clima, assicurano da diversi responsabili, che ormai si vive da tempo. Una rotazione degli incarichi, forse, potrebbe essere una soluzione per dare nuovi stimoli a chi è forse stanco?

Comunque, tutto è fermo. Probabilmente la consegna delle chiavi per Scapellato e geodetico, non avverrà. Sempre per i bolli e le firme.

GESTIONE PRIVATA? – La parte politica, sindaco ed assessori, a cui va riconosciuta la voglia di “fare le cose”, stanno però perdendo troppo tempo a definire un bando di gare che metta in palio la gestione degli impianti. Come si era fatto. Ma un bando che non sia ridicolo, esempio, non imponendo canoni di affitto (per il precedente si parlava di 15.000€/anno), oppure con obblighi capestro come la manutenzione straordinaria che nessuna società potrebbe mai affrontare.

Si tratterebbe di affidare ad una società o ad un consorzio di società, la gestione ordinaria degli impianti, sgravando il comune per cui potrebbe mantenere la responsabilità della manutenzione straordinaria ed un congruo contributo (magari pari alla metà del costo annale di oggi, ovvero 100.000€) per i costi come energia elettrica, gas ecc.

In questo modo le società potrebbero far fruttare il loro impegno dando spazio allo sport. Prima che muoia completamente._

 

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