INFRASTRUTTURE – Scicli: “Vulissi u Signuri” (che qualcosa accada)

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Il parterre dei consiglieri, assessori e tecnici presenti. In maniera disinteressata, molti consiglieri non sono venuti.
Il parterre dei consiglieri, assessori e tecnici presenti. In maniera disinteressata, molti consiglieri non sono venuti.

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SCICLI – Consiglio Comunale aperto ed inutile quello di martedi scorso, dove all’ordine del giorno era – per l’ennesima volta – la gestione e la condizione degli impianti sportivi di Scicli.

Un consiglio evidentemente ritenuto indifferente, se è vero che quelli della sinistra ed estrema sinistra non si sono presentati (Alfieri è arivata ben in ritardo) – c’era solo Claudio Caruso (PD) in formulazione “presidente del consiglio” – mentre per l’altra parte, alcuni sono venuti solo per consentire il numero legale di 11 e sono andati via quasi subito.

Tutto sommato, poca gente anche dalla parte del pubblico, tanto da poterli contare su una mano ed poterli elencare: Maurizio Manenti e Ignazio Salemi per il Per Scicli, Peppe Arrabito per l’Altetico Scicli, Rossella Fede e Davide Militello per lo Scicli 2013 – più Bartolo Venticinque e Peppe Puglisi dirigenti dello Scicli 2013 ma li in veste di consiglieri – Enrico Assenza per la pallamano. Poi nessun altro, a parte vigile urbano di turno e messo comunale in straordinario.

Segno davvero che tutti parlano di sport ma non frega niente a nessuno.

E niente è venuto fuori dalla discussione a cui erano presenti l’assessore allo Sport, Schillaci, il capo Settore Picone, il capo dei tecnici e progettisti Spanò e il responsabile della manutenzione, Torilla. C’era anche l’assessore al Bilancio e Finanze, Trovato ma dopo qualche minuto si è assentato lasciando anche i suoi colleghi assessori senza risposte relative a domande su poste di bilancio e finanziamenti futuri.

NESSUN SEGNALE DI CHIAREZZA E CERTEZZA

Non è emerso niente di nuovo e, soprattutto, nessuna data entro cui qualcosa sarà – se sarà – fatta. La cosa più vicina ad un impegno certo è stata la frase: “penso nel breve tempo“.

Anche quando sollecitati specificamente ad indicare una data per fare quello che dicevano, politici e funzionari hanno abilmente (anni di allenamento) glissato senza dare risposte.

Ed anche le informazioni ricevute sono contrastanti. L’assessore Schillaci ed il capo tecnico Spanò sostengono che lo Scapellato possa essere usufruibile con la minima manutenzione prevista. Picone invece ritiene che servano ben maggior interventi per poter avere una autorizzazione, sempre parziale.

Quale sarà la verità? Sembra che, si dice che con 16/18.000€ si sistema l’impianto di illuminazione e si da l’autorizzazione a giocare senza pubblico, quella che poi le squadre chiedono e pietiscono.

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Pubblico: zero.
Pubblico: zero.

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Certo, non si capisce proprio perchè ci si debba accontare del minimo, del giocare a porte chiuse ecc ecc come nel Terzo Mondo.

E così quando il cronista ha chiesto cosa servisse per fare in modo che lo stadio comunale sia degno del nome e serva alla città, la risposta è stata di quelle smarcanti: “Serve che la commissione pubblici spettacoli dia l’autorizzazione“.

E quali documenti vuole sta commissione per dare questa autorizzazione da città normale?“, ha ribadito il cronista in questo ping pong di ricerca di informazioni utili. Silenzio e sguardi incrociati per ritornare a dire che occorre mettere in sicurezza l’impianto di illuminazione, isolare la zona del muro caduto, dare una tagliatina agli alberi, fare una scerbatura, ecc, ecc.

Cioè – ma dobbiamo aver capito male – sia per l’autorizzazione a giocare a porte chiuse che quella per far diventare normale uno stadio, servono le stesse cose? Ed allora perchè sempre si gioca al ribasso, dovendosi accontentare della sopravvivenza, di giocare a “porte chiuse” se è possibile avere uno stadio come le città più civili? Che serve? Che gli uffici lavorino e non siano in vacanza permanente effettiva, a stipendio fisso?

Siamo nella mani della provvidenza anche solo per capire dove siamo. Proprio come ad un certo punto escalmato l’assessore Schillaci con il suo “vulissi u signuri” (che le cose si possano fare).

CAVA D’ALIGA, POLIVALENTE, GEODETICO

Tralasciamo di parlare dell’impianto tennis di Cava d’Aliga perchè è emerso che mancano i bagni pubblici. Tanto che il consigliere Venticinque – stasera poiuttosto calmo ed in sintonia con un’amministrazione che sostiene – è saltato dicendo: “Ma allora come avete collaudato questa opera se mancano i bagni? Chi è stato il tecnico del comune a fare una cosa del genere che ha fatto pagare una ditta che pare ora inadempiente“? Risposta? Nessuna

Così come nessuna seria risposta è venuta quando Puglisi, consigliere, ha chiesto se, senza andare troppo lontani, se ci fosse qualcosa di pronto e programmato per lo sport in città.

La risposta è stato il solito rosario del “siamo in emergenza” (vero), del “vorremmo ma non posso” (insomma), del “gli uffici voi pensate non facciano niente ma lavorano giorno e notte” (fatto da verificare con una agenzia esterna e non tra di loro).

Rossella Fede ha, molto chiaramente e sicilianamente, spiegato il fatto che le società sono stanche di fare i “viaggi a’ maronna” intendendo i soliti incontri con assessori e sindaci per risolvere i problemi, mentre Maurizio Manenti ha addirittura ricordato come lo scorso anno, quando il Per Scicli per un certo decoro dello Scapellato tentò di scerbare le enormi erbacce annidate dovunque, furono bloccati dai vigili urbani con minaccia di denuncia.

Stessa situazione del “tutto a posto, niente in ordine” sul geodetico, in cui recenti interventi di piccola manutenzione pare siano stati fatti con l’acquisto di cemento e ferodi per saldature a carico delle società perchè altro modo non c’era. Ma bisogna essere felici perchè esiste.

Sul polivalente – ormai a sera inoltrata e con solo il cronista tra i banchi del pubblico ad ascoltare i resti dei consiglieri, di un paio di assessori, di qualche tecnico – stava emergendo qualcosa nella relazione fatta dal consigliere Scimonello per il quale la soluzione del polivalente è a portata di mano e l’attuale blocco è dovuto ad un impedimento burocratico degli uffici comunali.

Un’affermazione che ha provocato la reazione piccata dell’ing. Spanò – a capo di questi uffici – che ha ricordato al consigliere come lui non possa intervenire in un processo amministrativo, chiedendo quindi di astenersi dal fare certe affermazioni. Insomma, un avvio di battibecco che magari avrebbe potuto portare alla definizione di uno stato di fatto.

Ma per l’ora tarda e con il solo cronista ad assistere, l’assemblea è stata aggiornata con il rimando della trattazione di specifici argomenti in IV commissione, quella che si occupa – forse virtualemente – di sport.

Conclusione pratica di questo consiglio? Praticamente nessuna.

E certo, convocare un consiglio comunale aperto, benchè con il pubblico assente e disinteressat0, solo per decidere di dover scerbare il campo sportivo, è deprimente.

Un consiglio comunale aperto dovrebbe decire il futuro di una comunità, di una città. Dovrebbe mettere in discussione argomenti ampi e profondi che la città ha il diritto/dovere di sapere. Non convocarlo per decidere se pulire dalle erbacce il campo di calcio della città._

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