INFRASTRUTTURE – Scicli cambia mappa gestionale.

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L’ente comune di Scicli ha finito il proprio processo di assegnazione degli impianti sportivi di proprietà comunale. Non è stato un successo.

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La nuova mappa delle gestione degli impianti sportivi a Scicli. (clicca per ingrandire)
La nuova mappa delle gestione degli impianti sportivi a Scicli. (clicca per ingrandire)

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SCICLI – Finito il processo burocratico di assegnazione della gestione degli impianti sportivi di proprietà del Comune di Scicli, assegnati tramite un bando a cui potevano partecipare associazioni sportive e/o consorzi di associazioni.

Se fosse stata una collocazione di “asset aziendali“, cioè fatta da aziende private, non sarebbe stato un successo. Su 6 cespiti, tre sono stati assegnati e 3 no. Quindi un tasso di successo (o fallimento) del 50%: roba che l’eventuale ammistratore delegato dovrebbe chiamare a raccolta i dirigenti e chiedere cosa è che non è andato e cosa si dovrebbe fare dicendo: “Abbiamo fallito e qui ci vanno di mezzo i nostri stipendi“.

Ma qui siamo in struttura pubblica e le regole sono altre.

Quindi, alla fine, la nuova mappa della gestione semi/privata degli impianti sportivi è questa:

  • stadio comunale “Ciccio Scapellato” – solo campo di calcio: ass. sportiva Per Scicli
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  • stadio comunale “Ciccio Scapellato” – solo campi tennis: ass. sportiva Tennis Club Scicli
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  • area polivalente Jungi – campetti calcio a 5 e basket all’aperto: ass. sportiva Per Scicli.
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  • area polivalente Jungi – geodetico coperto: gara deserta
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  • area polivalente Jungi – campo di calcio 11: gara deserta
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  • area Cava d’Aliga – campo tennis all’aperto: gara deserta
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Gli effettivi affidamenti dovrebbero avere avvio ai primi di gennio con la firma delle convenzioni e quindi si potrà sapere con maggior certezza quali saranno le condizioni di accesso alle infrastrutture, ovvero quanto si pagherà per peter giocare.

Per le gare andate deserte, l’orientamento dell’amministrazione è di rifare delle gare questa volta aprendo non solo alle associazioni sportive – formalmente non a scopo di lucro – ma anche a società di capitali e di persone oltre che a singoli privati. In questo senso, quindi, occorrerà vedere se i bandi prevederanno diversi rapporti tra ente comune ed assegnatario e quali vincoli il “privato-privato” potrebbe avere nel rapporto con la città e le associazioni sportive.

Certamente il boccone più prelibato sarà il polivalente che adesso è praticamente abbandonato ed inutilizzabile. L’erbetta stesa deve essere completata e per finire il lavoro occorro circa 55.000€ di “tacchettini” di plastica che devono arrivare dalla “Mondo spa” di Torino che, prima, vuole avere i soldi in cassa.

Poi si deve vedere il contenzioso tra le ditte non del tutto chiaro. Senza dire che la gestione di questo bando di gara è stata così nebulosa e particolare fin dall’inizio che portare chiarezza su-chi-ha-fatto cosa-a-favore-di-chi, sarebbe necessario per eliminare i dubbi che cominciano ad emergere.

Comunque sul polivalente si sta – non da ora – facendo vivo l’interesse di qualche gruppo privato che potrebbe cercare di averne la gestione per rimetterlo in funzione per farlo tornare ad essere fulcro di tornei e campionati locali e, soprattutto, di quel movimento di spettatori che riuscivano a far lievitare notevolmente i fatturati degli esercizi commerciali limitrofi._

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