Impianti sportivi a Scicli: tra il dire ed il fare…

Stadio “comunale” Scapellato: transenna dopo muro caduto

SCICLI – Primi provvedimenti per la neo-insediata amministrazione Giannone di Scicli. Tra questi anche qualcosa che riguarda lo sport ma, a quanto pare, le acque sono meno tranquille del previsto. Ed in effetti, passare da una campagna elettorale ad un palazzo comunale, fa capire che tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare.

Peraltro, pare che però, i Giannone’s Boys si stiano muovendo con grande energia. Se fosse una società sportiva, potremmo dire che la squadra è formata con Giannone/sindaco in qualità di presidente con il compito di fare da cappello burocratico/amministrativo e supporto, Caterina Riccotti/assessore in veste di allenatore per vedersela con i ‘giocatori/impiegati comunali‘ e Enzo Carbone/esperto, direttore sportivo che deve trovare energie e sinergie anche all’esterno.

Soluzioni: tempi non lunghissimi, ma lunghi

Se le riunioni e la presa di coscienza del reale si susseguono, pare che i tempi si allunghino. Praticamente in tutti i campi, tanto per restare in tema di sport.

La cosa più veloce pareva essere la palestra di via Bixio, inaugurata già un paio di volte e mai aperta. Invece le cose sono meno lisce del previsto. L’ultimo intervento, costato intorno ai 700.000€ non è stato risolutivo, anzi. E ne serviranno almeno altri 20/30.000 per andare a regime e per ovviare ad errori e orrori. Senza responsabilità per nessuno.

Confermata la necessità di una rete a soffitto perchè il controsoffitto è inadeguato (ne abbiamo detto qui), ma è anche emersa la imprescindibile necessità di un’altra batteria di bagni perchè, per aprire al pubblico, occorrono bagni maschi/femmine/disabili, ognuno per sé. Ed adesso c’è solo un servizio promiscuo e per la Asl, nun se pò ffà.

Sempre in tema di disabili, necessaria è una rampa di accesso e l’eliminazione di un gradino per permettere le usuali autorizzazioni.

Se per gradini e rete la cosa potrebbe essere fatta a breve, per i bagni si parla di un appalto a gennaio da fare ‘con urgenza‘: cosa significherà?

Comunque, prima d’aver fatto i bagni non se ne parla di aprirla perchè, altrimenti, si dovrebbe aprire ‘in via temporanea‘. Ma in Italia non c’è niente di più definitivo del temporaneo per cui qualcuno – ci dicono Enzo Carbone – si è opposto per invece andare il più velocemente verso il completamento dei lavori. Scelta corretta.

Scapellato: muri, luci, spalti. Ma quale è il problema?

Lo Scapellato, rimane il grande mistero. Per l’attuale amministrazione, il problema della non accessibilità, è il muro caduto. Ma lo stadio era inagibile al pubblico, ben prima del muro caduto. Allora il muro non può essere la sola causa.

Dicono che il problema delle torri/faro non a norma sia stato risolto, dicono. Ma a quanto ne sappiamo noi ci sono le vecchie tribune in cemento non a norma e, forse, le nuove in metallo potrebbe avere qualche problema ‘burocratico’ di separazione tra tifosi delle diverse squadre. Se non si conoscono davvero i problemi, come trovare la soluzione?

Le case viste da dentro lo stadio comunale ‘Scapellato’

In questo senso, la strada che l’amministrazione vuole percorrere è allora di ampia portata per scavalcare i rattoppi: il rifacimento completo dell’area. Ne abbiamo parlato qui e qui, con la previsione di lavori di rifacimento con i ‘contratti d’area’.

Ma Giannone sindaco voleva avere risposta da Palermo entro la fine di dicembre. Se non sarà Babbo Natale a portare qualcosa, al 99% non si saprà niente per un altro po’ di tempo.

La speranza, perchè tale è, è che in vigenza di tale strumento di intervento massiccio, lo Scapellato potrà entrare in lavorazione tra Marzo e Aprile. Ove così non fosse, sarà il comune stesso ad intervenire per abbattere il muro. Con un sostanziale impegno finanziario da recuperare. Dove?

Quindi, per lo Scapellato, per adesso non cambia niente.

Geodetico: vigili urbani in campo

Stessa confusione per il geodetico del villaggio Jungi. Con la complicazione che la volta scorsa, sono dovuti intervenire i vigili urbani per una classica ‘questione all’italiana‘.

Perchè, secondo il Comune, fino a 100 posti non si tratta di ‘locale aperto al pubblico‘. Su questa base, l’ultima partita di sabato scorso, era stata comunicata in tali termini alla Questura. Ma quest’ultima, che sui pubblici spettacoli ha la verifica, ha invece ritenuto inaccessibile completamente la struttura in quanto senza agibilità.

Ergo, per evitare situazioni spiacevoli, lo stesso Giannone ha dovuto inviare i vigili urbani per impedire l’accesso del pubblico, al fine di evitare situazione più spiacevoli, visto che i Carabinieri erano sul luogo per verificare il disposto della Questura. Cose folli all’italiana.

Commissione pubblici spettacoli (leggeri)

La soluzione per il geodetico in effetti non è chiara e l’unica speranza potrebbe essere nella verifica dei fatti della Commissione pubblici spettacoli.

Perchè, magari forse raccogliendo il suggerimento di Sportibleo, il sindaco ha messo in moto le nuove nomine di questa commissione, con l’architetto/assessore Lino Carpino incaricato dal sindaco. La nuova commissione, forse la settimana prossima, dovrebbe fare dei sopralluoghi e dare il proprio parere.

Un nuovo suggerimento che potremmo dare, è che i sopralluoghi sono perdite di tempo perchè una tale commissione lavora su carte e burocrazia. Quindi invece di fare una gita al geodetico, ove davvero si riunisca, meglio mettersi a tavolino, carte in mano e capire cosa diavolo serve per rendere una struttura degna di un Paese civile e disponibile all’uso senza patemi d’animo, vigili urbani e Carabinieri.

Polivalente: nodo gordiano

Giannone, in campagna elettorale, brandiva virtualmente la spada di Alessandro Magno che risolse il problema del nodo di Gordio con un colpo di spada. Ma qui non siamo nell’8^ secolo a.C., Giannone non è Alessandro Magno e l’Italia non è l’Anatolia di allora (oggi Turchia).

Ed il polivalente si rivela un casotto dove è difficile trovare il bandolo della matassa. Di certo, la ditta che doveva finire i lavori, li ha mollati senza finirli. Detto questo, finiscono le certezze: perchè? per colpa di chi? sono finiti i soldi? dove sono finiti? i soldi sono stati presi?

Forse al comune qualcuno potrebbe ricostruire i fatti e magari questa giunta troverà tutto il plico da cui capire, magari fin dall’origine, su appalti assegnati, ribassi, sub appalti, fallimenti, ricostituzioni.

Una interpretazione del Nodo Gordiano

Dall’enturage dell’amministrazione trapela la strategia: arrivare ad una ‘transazione‘ con la/le ditta/e incaricate. Cioé cercare di mettersi d’accordo amichevolmente. La prima settimana di Gennaio potrebbe essere quella dell’incontro amministrazione/ditta

Una transazione che, però a dire il vero, dovrebbe anche salvaguardare i soldi spesi, i danni creati sia materiali che magari morali ad una intera comunità. Il campo è già in pessime condizioni e tutta l’erbetta ha bisogno di una forte manutenzione se non di un rinnovamento totale.

Ma entrare in conflitto, ci fanno capire, porterebbe a corsi e ricorsi (non storici, ma legali) con l’infognamento totale. Il vice sindaco e assessore allo sport è Caterina Riccotti, avvocato valente. Ma certamente pensare che sulle sue spalle possa trovare soluzione un tale ‘nodo’ è eccessivo: qui serve un team capace, volenteroso, dinamico. Ma meglio star zitti: non sia mai venga idea di dare qualche incarico, con ulteriori soldi a carico dei contribuenti.

Fatto sta, che se un Enzo Giannone, assessore di allora, diede il via allo smantellamento del polivalente, un Enzo Giannone sindaco d’oggi potrebbe trovare soluzione: ma lo diciamo più per fare un gioco di parole che per altro.

Impianti sportivi: non gestione ma con-gestione

Anche in tema di gestione degli impianti pubblici, l’analisi della realtà ha portato ad un cambiamento di rotta. Se in campagna elettorale (un paio di settimane fa, mica due anni fa), l’idea era di dare in gestione tutto alle associazioni sportive, l’ipotesi di lavoro adesso pare cambiata.

L’amministrazione spingerà fortemente per l‘abbattimento delle tariffe ma la gestione rimarrà sempre nella mani degli uffici comunali. In pratica le società dovranno fare il proprio piano lavoro annuale, comunicandolo all’ufficio sport che provvederà a stabilire gli accessi. Niente di nuovo sotto il sole.

La cosa che l’amministrazione vuol cambiare, è la tariffa che dalle attuali 26,90€/ora si pensa di poter portare a qualcosa come 9€/ora. Un cambio notevole ma diverso dall’idea originaria di dare le chiavi degli impianti alle società per l’autogestione.

Le chiavi rimarranno sempre ad un custode comunale e la rimodulazione delle tariffe porterà a dare alle società l’onere dei costi di pulizia. Peraltro l’amministrazione non può non abbattere a ‘zero’ la tariffa che deve in un modo o nell’altro essere pagata: cercherà allora di eliminare tutta una serie di costi (stipendi di dipendenti) che caricati sul capito ‘Sport’ facevano lievitare tali costi a 26,90€/ora.

Lo spauracchio è che tali dipendenti possano essere caricati su altri capitoli, chessò ‘Cultura e Tempo Libero’ facendo lievitare altri costi: una riunione pubblica all’ex Camera del Lavoro, quanto deve costare?

Si vedrà, poi, per il Tennis Club ed il Per Scicli che hanno in gestione, mosche bianche, campetti da tennis e campi calcio a 5. Il rinnovo del contratto di gestione non pare automatico ma si vedrà a scadenza contratto agosto per tennis e febbraio per calcio a 5 (qui si avrà forse una proroga per evitare che il tutto avvenga in vigenza di campionati)

Due cose positive

Tutto quanto sopra, pur con tutta la buona volontà, non può andare tra le ‘cose positive’. Ma un paio ci sono.

La prima riguarda il rinnovo della Consulta dello Sport, la cui prima convocazione sarà a Gennaio 2017. Non è tanto ma è la cinghia di trasmissione tra l’amministrazione ed il mondo dello sport. E poi anche un modo per tenere ‘sveglia’ l’amministrazione sulle questioni di sport.

Poi, la liquidazione di alcuni contributi sportivi. Riccotti e Carbone hanno verificato ‘le carte’ ed hanno trovato disponibili fondi relativi agli anni 2009/2010. Si tratta di circa 25.000€ il cui mandato è già in Ragioneria per le pratiche di rito.

Enzo Carbone (il ds) e Caterina Riccotti (l’allenatore)

Si tratta però prima di verificare gli aventi diritto perchè in tutti questi anni ci sono società scomparse, presidente cambiati, modifiche statutarie. Altro ginepraio.

Da sottolineare che, se si fosse arrivati al 1° gennaio 2017 senza deliberare il pagamento, anche questi pochi spiccioli sarebbero andati persi per ‘prescizione dei tempi‘: ma possibile che, poi, non c’è mai nessuno colpevole di niente?

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