Il tennis si è rotto. E gli altri, quasi.

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SCICLI – Ci troviamo ancora a parlare di infrastrutture a Scicli e di una gestione che fa si che il 2017 si chiuda ancora con tanti punti interrogativi. Almeno dal punto di vista della gestione pubblica del settore sportivo.

L’amministrazione Giannone, infatti, non è riuscita a risalire la china delle gestioni approssimative precedenti con il risultato che, sempre più, le associazioni sportive stanno soffrendo senza contributi pubblici (la maggior parte, almeno) e con sempre maggior difficoltà di accesso all’impiantistica sportiva.

Tennis milionario

Ultimo è il Tennis Club Scicli che, dopo la fine della concessione d’uso dei campetti sportivi, si trova nella posizione di dovere, sono le ipotesi che stanno vagliando i dirigenti, cessare la propria attività.

Questo perchè, con la fine della concessione e quindi il ritorno dei campetti in mano al sindaco Giannone, le cose sono diventate più farraginose e, purtroppo, più costose per le casse delle società.

Per il tennis, in particolare, il costo di 9€/ora richiesto risulta fortemente incompatibile con una gestione tipica di un tale club che può far entrare in campo pochi atleti per volta dovendo allungare così di molto le ore di allenamento.

Rapportato al numero di iscritti per le ore necessarie, parliamo di migliaia di euro.Abbiamo calcolato che se dovessimo continuare con il ritmo dello scorso anno – ci dicono i dirigenti – dovremmo sborsare 2.700€ al mese. Per noi, è improponibile

In Tennis Club Scicli ha trovato la soluzione di ridurre le ore degli adulti per adesso salvando solo i bambini. Ma questo stato di cose non può perdurare a lungo e ci hanno detto che appunto tra le ipotesi sarebbe anche, se non si trovano alternative, d’essere costretti a chiudere.

Arena Facebook

Su facebook, un batti-e-ribatti ha visto il sindaco Giannone difendere a spada tratta la sua gestione, vantando Scicli come esempio di impiantistica sportiva. E’ una posizione un po’ eccessiva, ma potrebbe avere un senso se gli impianti fossero tutti completamente usufruibili nella realtà.

Ed invece siamo ancora all’anno zero o quasi, con piuttosto la capacità di avere fatto scadere la convenzione di gestione diretta precedente senza avere preparato la nuova. Il famoso – e famigeratoregolamento di gestione non riesce a vedere la luce. Eppure, Giannone, durante la campagna elettorale gridava dai palchi che la gestione diretta della società sportive era il suo modello.

E così, in attesa del modello ex Giannone, la soluzione è posticipare il tutto ‘in nome della legge’. Lo dice lo stesso sindaco nel suo post: ‘Il rallentamento nella definizione del nuovo regolamento deriva proprio dalla necessità di trovare una soluzione, giuridicamente fondata‘. Senza scadenze, date e tempistica.

Sindaco, riesce a dare scadenze?

Ma, diciamo che il sindaco – che facendo il preside può essere non del tutto esperto della materia – riporti paro-paro cosa gli dicono gli uffici e lui vada, con tali informazioni, lancia in resta contro i cittadini che lo criticano adducendo persino “strumentalizzazioni pseudo politiche” che però lascia cadere così, filosoficamente nel vuoto.

Addirittura chiede “trasparenza. Anche, se necessario, rendendo pubblici i bilanci. Una cosa è la scuola tennis, altro sono le diverse forme di fruizione degli impianti che pure ci sono state“, facendo intendere che ci sono state extra-gestioni: per trasparenza, poteva dirlo se lui sa qualcosa invece di giocare al molto siciliano io-so-che-tu-sai-che-io-so.

Ma comunque, il sindaco dovrebbe ricordare, essendo cittadino di Scicli, che questo regolamento deve vedere la luce da anni e anni. L’ufficio incaricato possibile sia così occupato, giornalmente tutto l’anno da tanti anni, da non trovare il modo di redigere un tale regolamento? Sarà certamente complesso, ma sarà all’altezza dei nostri uffici. O no?

Idee per andare avanti

Diamogli una mano allora, al sindaco, con delle idee: una ipotesi potrebbe essere, esempio, di prender un regolamento di un altro paese – magari non quello di Milano che è una città – e copiarlo paro-paro.

Si cambiano i nomi delle vie, dei campi e degli sport e si rende disponibile. I cinesi – e prima di loro i giapponesi – hanno costruito un impero sul copiare. Se non abbiamo le competenze, via di copia-e-incolla.

Le ricordiamo comunque, che il regolamento per il successivo bando deve essere sottoposto, da regolamento anche questo, alla Consulta dello Sport, che – ci creda – a Scicli esiste.

Oppure il sindaco potrebbe fare una bella rotazione di incarichi e ridare una scossa e riorganizzazione agli uffici per dare nuovo slancio alla attività di programmazione e di vivibilità di questa città che sta, davvero, scivolando giù verso la voglia di un cambiamento vero, sostanziale ed energico, visto che l’attuale è evidentemente incagliato, pur a pochi mesi dalle elezioni.

Chissà, se magari Giannone si convince che può farsi candidare alle prossime nazionali – dopo le velleità spente per le votazioni regionali – si potrebbe riandare a votare presto, cercando un altro sindaco/a, più ancora attivamente pro-attivo/a.

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