DONNE AL COMANDO | Danila Tringali alla guida della NonSoloBike di Pozzallo

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Danila Tringali prima, ed unica fin’adesso, presidente della NonSoloBike di Pozzallo. Società cresciuta fino a pensare persino a traguardi nazionali. “Organizzazione, impegno, dedizione: sono ingredienti necessari”. 

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POZZALLO – Danila Tringali è presidente della NonSoloBike, una società attiva da un paio di anni nel mondo delle due ruote e che in questo poco tempo ha conquistato un posto di primo piano nel panorama anche siciliano.

A guidare – forse meglio dire “a pedalare” – al comando di questo gruppo è appunto Danila Tringali, originaria di Agusta ma ormai da oltre un decennio a Pozzallo. Città nella quale ha saputo farsi riconoscere per la propria tenacia e capacità di “fare” le cose.

Anche a lei, nel novero delle nostre interviste alla Donne al Comando nello sport, abbiamo chiesto la sua visione di come è stare nella tolda di comando di un’associazione sportiva.

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SPORTIBLEO (MLM) – Danila, io ricordo la vostra presentazione qui a Pozzallo, della NonSoloBike. Tanta voglia di fare e progetti. Da cosa veniva quella voglia di un anno fa?

DANILA TRINGALI (DT) – Veniva dal fatto che eravamo diversi amici, tutti provenienti da altre associazioni. Ed ad un certo punto abbiamo avuto voglia di fare ciclismo a modo nostro. Cioè non solo un approccio alle competizioni e alle gare ma in maniera diversa. Quindi non solo la bici da strada ma anche, per esempio, il fuoristrada.

MLM – Quindi voi siete stati i primi a far conoscere l’Mtb a Pozzallo?

DT – No, in realtà no. Ma siamo quelli che lo hanno esteso a macchia d’olio. Abbiamo coinvolto tante persone sotto tanti profili. Ad esempio i bambini con particolari patologie, abbiamo fatto giornate in piazza a Pachino, abbiamo coinvolto le scuole per far capire ai bimbi che la bici può essere un mezzo ecologico.

MLM – Avete insomma progettato attorno alle due ruote.

DT – Si, perchè volevamo far vedere la bici non solo dal punto di vista sportivo e ludico, ma anche sociale di aggregazione, per l’ambiente, per la famiglia. E poi, la nostra idea era di ampliare il settore femminile e devo dire che già nel primo anno questo obiettivo è stato pienamente raggiunto e nel secondo anno abbiamo davvero aumentato tanto che oggi siamo tra le prime società in Sicilia per “quote rosa”. Tant’è che io all’interno dello Csain (l’associazione di riferimento della NSB, ndr) sono stata nominata responsabile femminile per il Sud Italia. Per tutta Italia il vice presidente Nazionale Csain ha scelto tre donne, Nord, Centro e Sud, e per il Sud la delega è stata data a me.

MLM – Come le ha scelte: le più belle?

DT – No, non credo. Penso invece le più toste

MLM – Tu sei stata il primo presidente a Pozzallo. Come sei arrivata a questa elezione?

DT – Devo dire che è stata una sorpresa perchè quando ci siamo costituiti, tutti, ognuno con le proprie idee e vedute, mi hanno però accordato questa fiducia. Anzi, mi hanno conferito questa delega, che io non avevo richiesto. Con la classica frase: “Chi meglio di te può.”.

MLM – Tu venivi esperienze sportive. Ma anche dal punto di vista gestionale avevi esperienze?

DT – No, assolutamente no. Difatti questo è stato un aspetto che ho scoperto facendo esperienza sul campo, per quanto riguarda le associazioni, la burocrazia, le affiliazioni.

MLM – Quindi com’è in generale allora l’esperienza di condurre un’associazione?

DT – Nel 2016  porto a compimento il secondo anno. E’ una cosa difficile. Già dagli obiettivi inziali, volevamo fare tanto. Però strada facendo ci siamo allargati, anche geograficamente perché il team è adesso multi-territoriale. E raggiungendo tanti associati e volendo dare voce a tutti e cercando di venire incontro alle esigenze di ognuno è evidente che lo sforzo diventa notevole. Ci deve essere allora lo zoccolo duro ed il punto di riferimento per far funzionare tutto.

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MLM – Questa conduzione tu come l’hai interpretata? Nel senso di dare spazio alle esigenze di tutti e quindi tu a fare sintesi o nel senso di avere un progetto e quindi avere percorso questa strada? Che stile hai?

DT – Io l’ho interpretata nel senso che io non voglio e non sono il tipo che accentra su di se. Noi abbiamo un direttivo che per gran parte si trova allineato nella stessa lunghezza d’onda e con l’obiettivo di raggiungere dei risultati, che infatti sono arrivati. Uno dei canali che siamo prefissati, per esempio, è la pratica sportiva. Quest’anno per esempio NSB ha vinto tutti i campionati a cui ha partecipato. Nelle scuole, siamo contattati dai dirigenti scolastici. Quest’anno le scuole si sono costituite in rete per avere un miglior accesso ai progetti di bike a scuola dove noi facciamo tecnica di guida. Progetto che si è arricchito via facendo perché adesso si parla di alimentazione, di ambiente, di doping, di ecologia. Ovviamente ciascuno di questi argomento viene trattati da professionisti competenti nella sua materia.

MLM – Quindi agli obiettivi che ti eri posta sono stati raggiunti o c’è stato uno scostamento? Diciamo, è stato un percorso da bici stradale o da mountain bike?

DT – Liscio non è stato ma nella vita in generale niente è liscio. Ma in questo caso devo dirti che se un presidente di un sodalizio sportivo, ha come obiettivo quello di farsi la passeggiata domenicale, tutto fila liscio: si fa un completino e via in bici. Quando un’associazione come la nostra allarga i suoi obiettivi, bisogna fare tanto lavoro che implica a volte anche fare delle scelte. Io per esempio ho dovuto rinunciare a molta pratica sportiva attiva per la necessità di stare attenta alla fase organizzativa perché gli impegni che abbiamo preso, e che ritengo assolutamente validi, pretendono un’attenzione davvero alta. Abbiamo avuto tanti apprezzamenti come dalle scuole. Ed abbiamo avviato  il progetto sul cicloturismo.

MLM – Si, mi ricordo che in fase di presentazione della vostra associazione, era uno degli argomenti toccati

DT – Si qualcosa si è mosso e stiamo facendo in modo di promozionare non solo il cicloturismo in quanto tale ma anche l’intera promozione del territorio. E questo, in termini di impegno come presidente, visto che di questo parliamo, porta via davvero tanto tempo. Metti questo assieme a tutto il resto che facciamo e capisci come il tempo quasi non basta mai. Io, per esempio, sono stata tra quelli che si è messa proprio a disegnare il completino, non solo sceglierlo su catalogo e comperarlo. C’è poi il dialogo costante con gli sponsor, che pensiamo abbiano avuto ampiamente ripagata la fiducia accordataci. Ecco, una cosa tira l’altra ed il tempo sembra fuggire.

MLM – Quindi gli obiettivi di oggi sono diversi dall’inizio?

DT – Diciamo che oggi gli atleti e chi si approccia alla bicicletta hanno raggiunto una certa autonomia e possono andare autonomamente sulle loro ruote, pur se coordinati dall’associazione. Il mio cruccio è piuttosto di avere un rinnovo dentro l’associazione e mettere dentro giovani anche per rinnovare il parco atletico. E coltivare giovani è ancora più complicato che convincere un adulto che magari è abituato ad alzarsi la mattina presto e non disdegna di andare a fare una passeggiata in bici.

MLM – E’ quindi difficile coinvolgere i giovani?

DT – Certo è più difficile, perché la mtb è uno sport di sacrificio, dall’alzarsi la mattina presto al sudore ed alla fatica; dal comperare la prima dotazione tecnica, alle trasferte, ai costi di gara. Quindi coinvolgere i giovani e mantenerli nell’associazione è difficile. Ma la nostra idea è che più li supportiamo, più riusciamo a motivarli. Ma onestamente devo dire che i 40enni sono molto più motivati dei giovani, nell’approcciarsi alla bicicletta.

MLM – Magari i giovani hanno anche altre possibilità sportive, dal calcio in poi.

DT – Non penso sia solo questo. Per fare un esempio, oggi il prototipo della donna che si tessera con noi è una ragazza di 40 annui, con un desiderio di rivincita e rivalsa ed imposta questo suo essere in bici con molta consapevolezza facendo tutte le uscite che può, dalle mattutine alle serali. Per il ragazzino o ragazzina è diverso e riuscire a mantenere vivo l’interesse nel giovane con uno sport di fatica come questo: non è  assolutamente facile.

MLM – Il fatto che tu sia presidente donna, ha fatto avvicinare molte donne alla NSB?

DT – Si, sicuramente nel primo anno c’è un meccanismo di auto-identificazione. Devo dire in generale il reparto femminile va ottimamente e quest’anno ha visto 3 atlete campionesse, con Maria Scala al primo posto nella propria categoria. Ma è un discorso di famiglia, non solo femminile, che si allarga da se. Perché se viene la moglie viene il marito e viceversa. Di certo, però, rispetto ai primi tempi, oggi abbiamo donne molto più dinamiche e coinvolte. A volte le vedo persino più sclamate dei ragazzi.

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MLM – E tu gestisci in maniera diversa il rapporto che hai con le donne rispetto quello con gli uomini nella tua associazione?

DT – Credo che per una mia indole personale riesco a trovarmi meglio con gli uomini. Devo dire che con le donne è più difficile e questa esperienza me ne ha fatto ancora più rendere conto. Le donne spesso non riusciamo a fare squadra come gli uomini, ma questa è una cosa vecchia di cui ho però trovato conferma.

MLM – Questa ampia copertura geografica che va ben oltre Pozzallo, era prevista o è stato un caso?

DT – Era prevista. Il team nasce a Pozzallo con una presidente che non è pozzallese (origine da Augusta, SR, ndr) ma adottata da Pozzallo e volutamente la squadra non era di “Pozzallo” ma era aperta tutti

MLM – Sei una che pare impegnarsi molto in quello che fa. E la NSB potrebbe anche richiedere molto tempo. Come hai vissuto e vivi il rapporto di gestione tra famiglia ed il mantenimento di una’ssociazione con oltre 50 iscritti?

DT – A certi livelli, è molto complesso e gestire bene l’una e l’altra cosa, è impegnativo. Anche perché a me piace fare le cose bene e di conseguenza ho gestito le cose sempre mettendoci il massimo impegno.

MLM – Ma visto che la donna è, generalmente e sostanzialmente, ritenuta il perno, il cardine della famiglia, come fa una donna che ha ruoli di responsabilità e di riferimento, a gestire questo puzzle? E’ una domanda che facciamo a tutte le “donne al potere” che intervistiamo

DT – Organizzazione, assolutamente. Le donne hanno una marcia in più. Questo lo devo dire. Io quando lo scorso anno uscivo più frequentemente (in bici, ndr), mi ricordo che quando mettevo scarpette e caschetto e prendevo la bici, ero l’eroina di me stessa. Passavo dalle pentole, per così dire, ai dirupi, al sudore, alla pedalata. Poi tornavo a casa e ritornavo ad essere la moglie e la mamma. Quindi certamente sacrificio, ma se ti organizzi, riesci.

MLM – Ma allora le donne hanno una marcia in più nel gestire gruppi sociali, funzionano meglio?

DT – Non è che funzionino meglio, ma di certo dove c’è il tocco femminile, si vede sempre, anche solo per il brio in più. Questo è chiaro ed evidente

MLM – Che motivo c’è, però, di mettere tutto quyesto impegno in una associazione sportiva? Quale è il valore aggiunto che l’associazione da te presieduta da ai propri associati e per cui la gestione diventa complessa?

DT – Creare aggregazione prima di ogni cosa, che sia per festeggiare una vincita o altro. Siamo nati per essere una grande famiglia. Poi siamo cresciuti e con le idee di tanti siamo diventati oltre quel gruppo di amici che si voleva vedere la domenica per uscire in bici. Oggi sappiamo che con gli atleti che abbiamo possiamo anche avere della affermazioni sportive. Avevamo voglia di fare crescere la squadra e reclutare giovani, avevamo voglia di trasmettere questa gioia agli altri ed in questo l’associazione è stata fondamentale.

MLM – Allora, strutturarsi è necessario, vuoi dire. Un “cane sciolto”, un indipendente, non può riuscire ad emergere secondo te?

DT – No assolutamente, nel ciclismo ti fai la passeggiata, la doccia e finisce li. In una organizzazione invece si crea un clima di amicizia che fa nascere anche amicizie mai pensate. E una forza che da solo non è facile trovare.

MLM – Hai detto che un tuo cruccio è trovare giovani per rimpolpare il vivavio. Ma questi giovani da “reclutare”, come li trovate?

DT – Soprattutto attraverso le scuole. E devo dire che tutti i bimbi sono ben propensi a provare questo modo di approcciare alla bici. Se ci pensi, prima si da un calcio al pallone, poi si impara ad andare in bici. Il nostro è un progetto completo che induce anche a pensare quando parliamo di bici e ciclismo. Poi facciamo nascere occasioni, con micro-gare, micro gruppi che li fanno divertire i bambini ma anche crescere.

MLM – Passiamo dalle emozione alle carte. Come presidente, nell’ambito dell’amministrare una organizzazione, burocraticamente e finanziariamente, come ti trovi?

DT – Dietro un buon presidente, certamente, c’è una buona squadra. Il presidente ci mette la faccia e ha la responsabilità di tenere unito il gruppo facendo delle scelte che facciamo negli interessi di tutti. Nella nostra associazione in particolare, c’è il principio per cui tutti hanno il diritto di dire la propria, non vale se uno è atleta o cicloturista.

MLM – Ma la gestione burocratica, è complessa?

DT – Certo! Io tutti i giorni ho da correre (dal ciclismo al podismo! ndr). Anche il solo numero cospicuo di associati mette nelle condizioni di avere ogni giorno qualcosa da fare. Nell’arco dell’anno ci sono delle scadenze da non dimenticare, dall’affiliazioni, tesseramento, visite mediche, ecc. ecc. Si può dire che è una “cosa” hobbistica ma fatta in maniera professionale. Cosa che a volte tanti non capiscono pensando che un’associazione sportiva sia un club senza pensieri. Ed un presidente, specie sportivo, ha la responsabilità persino medica se qualche atleta può avere problemi in gara.

MLM – Ecco, come vivi questa responsabilità forte che ti porrebbe di fronte a rischi personali? La vivi con fatalità?

DT – No, siccome sono una che le cose le vuol fare bene, mi impegno e mi arrabbio moltissimo quando gli altri non capiscono che esiste questa forma di alta responsabilità. Ma la gestione la si fa spesso come per una famiglia, perché investi parte della tua emozione in un’associazione sportiva. La NonSoloBike l’ho vista nascere, crescere e la difendo.

MLM – Come presidente devi fare anche i conti con la cassa. Come riuscite a gestire la stretta economica che tutti si trovano a fronteggiate?

DT – Gli iscritti pagano ogni anno una quota che è però molto bassa. Avremmo potuto fare, come fanno in tanti, scambiare completini ed accessori vari con quote di iscrizione più alte. Ma non lo abbiamo fatto perché la nostra idea era di coinvolgere tanti e soprattutto i giovani che notoriamente sono la parte economicamente più debole. A questa quota di iscrizione, associamo una collaborazione con sponsor molti dei quali hanno apprezzato la serietà della squadra, del rapporto col sociale.

MLM – C’è un fantasma serio nel ciclismo, il doping. Spesso il ciclismo è sotto i riflettori per questa faccenda. Come gestite questa cosa in Nsb?

DT – E’ un argomento a cui siamo molto sensibili. In alcune nostre manifestazioni amatoriali noi distribuiamo dei volantini in cui diciamo “no al doping”, una specie di flash mob, in uno o più momenti del raduno. Per dare un messaggio chiaro perché noi siamo assolutamente contro il doping. Anzi, voglio dirti che in sede di riunione regionale, prima della fine dai campionati, io ho proposto che tutti ci si sottoponga al doping. Mi è stato risposto che una cosa in generale non si può fare perché mancano i fondi. Però è vero che, purtroppo, magari anche se minima parte, nel ciclismo specie stradale e non mtb, il doping gira anche perché lo si vede nelle cronache. Pensa che quando a volte chiediamo ai bambini se sanno cosa è il doping, dicono di averlo sentito al telegiornale e spesso lo associano subito alla bicicletta.

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MLM – Quindi nella vostra associazione il miglioramento è dato più dall’allenamento che dall’uso di strane sostanze…

DT – Assolutamente. Da noi c’è il vice presidente Piero Minardo che ha il compito – ma forse più la passione – di coordinare tutto questo. E’ evidente che chi si approccia alla bici e vuole mantenere anche solo i ritmi generali del gruppo, deve elevare i propri standard. E le prestazioni si possono elevare con impegno e sacrificio. Esistono periodi in cui viene allenata la forza, periodi in cui si sviluppa il fondo, quindi 2/3 volte la settimana fare 50/60/70 km permette di sviluppare più autonomia. Noi poi tra l’altro, credo siamo l’unica società che fa uscite mirate al miglioramento della tecnica di guida specie in mtb, che si guida, come si sa, su percorsi accidentati.

MLM – Quando pedalate, ammesso che lo sforzo ve lo faccia sentire, avete il vento in faccia. Che rapporto avete con il bike indoor, con la bici da palestra.

DT – Si fa. Ci sono associati che lo fanno.

MLM – Ma non è una “diminutio” per il ciclista?

DT – Si, in effetti il ciclista lo considera così. Ma siccome non ne può fare a meno nei mesi più piovosi, all’interno di programmi di allenamento ben definiti, ecco che fare spinning non fa male. Certo, chi fa solo bici indoor, per noi non è un pedalatore, assolutamente. In palestra per quanto puoi faticare, non ha niente a che vedere col sovraffiato, con la fatica, con la salita che spunta quando vuole lei, con la lontananza da casa. In palestra una lezione dura 50 minuti; un’uscita in bici dura due ore e mezza. E se durante la pedalata, ti senti male, in palestra fermi e scendi: in bici devi  riportare a casa la bici, devi tornare a casa. La gestione delle proprie forze, in bici su strada o in mtb, è completamente diversa.

MLM – Progetti per il futuro? Visto che siamo quasi a fine anno?

DT – A dire il vero potrebbe anche essere una sorta di cambio alla guida della NonSoloBike, per dare nuova linfa alla associazione. Io certamente rimarrò sempre accanto, ma vorrei togliere il “mio tocco” per far spazio ad altri. Di certo abbiamo tanti progetti per il 2016, e pur se manterremo gli stessi obiettivi del 2015, qualcosa di certo rivedremo in virtù dell’esperienza accumulata. Magari qualche atleta potrebbe trovare una via per impegni sportivi di maggior caratura, cambiando completamente gli scenari a cui dovrà far fronte la NonSoloBike”.

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La NonSoloBike di Pozzallo quindi continua a crescere. Anzi, pare proiettata su nuovi traguardi che potrebbero portare i suoi atleti a gareggiare fuori dalla Sicilia, in campionati ben più impegnativi a livello nazionale.

Alla base rimane però sempre la ricetta di cui Danila ha messo in evidenza gli ingredienti: passione, impegno, organizzazione, bilanciamento. Cose in cui le Donne paiono sempre più meglio attezzate.

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Valentina Agosta, presidente asd Marina di Modica Calcio

Gianna Spadola, vice presidente asd Pozzallo Due Calcio


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