CALCIO/Intervista – Cundari: “Modica mi piace. Ma non basta la volontà di un solo uomo”.

 Piero Cundari, presidente del Modica. Stava andando via, ci ha ripensato. Ma le valigie si possono rifare. “Modica è una città dove si possono avere progetti ambiziosi. Ma bisogna stare attenti agli “utili idioti”.

MODICA – Inauguriamo il 2013 con una intervista che più “moderna” non si può: è stata fatta via Facebook. Abbiamo contattato il presidente del Modica Calcio, Piero Cundari ed abbiamo posto delle domande e lui, in diretta, ci ha risposto.

Per questo lo ringraziamo, anche perchè dedicandoci questo tempo che ha previsto la lettura delle domande e la risposta digitando sulla tastiera, ha fatto vedere come tenesse e far sapere quello che pensa, quelli che sono i suoi progetti.

E quello che farà se a Modica non ci saranno le condizioni che lui ritiene le minime indispensabili per restare e continuare.

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La prima domanda è se è “tornato” a fare il presidente del Modica.. o se in effetti non se ne era mai andato.

Piero Cundari – Formalmente non mi ero mai dimesso, anche perchè c’era la stagione scorsa da concludere e gli impegni da onorare

Ma certamente i suoi diversi interventi erano un avviso: “ragazzi tra poco me ne vado”

PC – Si certo. Troppe cose andate per il verso sbagliato la scorsa stagione. Alcune scelte imputabili a me. E poi un rapporto con la città che è stato sempre “mediato”. Questioni che nulla hanno a che fare col calcio hanno inciso profondamente sugli esiti negativi della stagione

Presidente, lei è arrivato a Modica in un momento in cui si aspettava “l’uomo forte” o il calcio chiudeva. Ha promesso molto: campo in erba, società stile “Italia del nord”, ecc. Ha promesso perchè voleva motivare la truppa..anche sapendo che non sarebbe riuscito.. o ci credeva?

PC – Io sono arrivato a Modica con la squadra che era sull’orlo della radiazione. Abbiamo fatto in questi anni investimenti importanti. Non ho mai promesso nulla che poi non è stato fatto.

Il campo in terra battuta è una scelta obbligata essendo l’unico campo che abbiamo a disposizione. Sarebbe bastato che chi si occupò della ristrutturazione dell’affidamento del “V. Barone” (l’altro campo di calcio di Modica, ndr), lo avesse fatto omologabile anche per i campionati di Eccellenza e serie D.

Al limite sarebbe bastato che avessero consentito al Modica di allenarsi gratuitamente, considerato che non svolgiamo attività di lucro e che il Modica Calcio 1932 è la 1^ squadra della Città.

Io credo che nel contesto del Calcio siciliano, Modica sia una delle poche realtà dove è possibile realizzare progetti ambiziosi. Ma i progetti importanti per essere realizzati, hanno bisogno del concorso di varie cose, in poche parole deve essere l’intera città nella sua interezza a volerlo, non può sicuramente bastare la volontà di un solo uomo. 

In un momento di grande crisi complessiva e del calcio in particolare, con città prestigiose che hanno perso la loro squadra di rappresentanza, qui da 3 stagioni si fa il “miraclo” di iscrivere la squadra regolarmente e di fare campionati di vertice come lo scorso anno.

In effetti lei ha rimesso online, per così dire la società di calcio. Quando ha scelto Modica da Lentini, dove lei era anche stato presidente della locale squadra, con quale idea l’ha fatto? Considerando anche che una volta disse che se non fosse per sua moglie, che non vuol andare via da Lentini, si trasferirebbe a Modica?

PC – Modica è una città bellissima e non lo scopro certamente io. La qualità della vita ha uno standard medio alto. Una città fantastica dove poter far crescere i propri figli. In effetti lo spirito che mi animava era quello della “scelta di vita”, in parte lo è, perchè qui trascorro almeno 3 giorni a settimana. E ho avuto il piacere di conoscere e frequentare persone piacevoli.

Cosa è che allora l’ha messa di maggior cattivo umore, specie lo scorso anno, quando a fine campionato si parlava di chiudere tutto. Il rapporto con l’amministrazione, con la società modicana in generale. Magari anche con un clima teso nei confronti di uno “straniero”?

PC – Ha usato un aggettivo che, strumentalmente, viene usato spesso da chi non ama il Modica Calcio o da chi non è riuscito nell’intento di utilizzarlo per i propri fini elettorali. in fondo sono le stesse persone che hanno utilizzato gli “utili idioti” per sabotare o monopolizzare i progetti del Club.

Queste sono state le cose che hanno penalizzato il nostro percorso e vanificato investimenti importanti. Credo che dopo una stagione cosi sia assolutamente “umano” pensare di aver fatto un errore a rilevare la squadra. Fare calcio oggi è difficile soprattutto in una città che ha toccato il cielo con un dito (C2) .

La tifoseria è disillusa, il nuovo presidente, per la prima volta nella storia della Società, è “straniero”.

E’ chiaro che se poi c’è anche chi, per interessi , extra-calcistici, semina zizzania tutto diventa più difficile. Ho ritenuto di rimanere perchè sono riuscito a convincere non dirigenti, ma amici , a dare una mano.

Mi riferisco al D.G. Concetto Camelia, al Team Manager Peppe Celestre e al nostro Responsabile Marketing Johnny Cavallino. Attraverso loro si sono aggregati Pietro Bellia e Silvia Crepaldi, che , ognuno per le loro competenze stanno contribuendo a fare un buon lavoro.

Poi ho detto all’inizio della stagione che se ci fossero imprenditori modicani disposti a subentrare, “lo straniero si fa da parte”.

L’entrata dello stadio comunale “Caitina” intitolato a “Pietro Scollo”

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Ovviamente io “straniero” l’ho usato per punzecchiarla. Però è vero che lai ha messo in moto una macchina che era ingolfata. Ma come lo sono tante cose in Sicilia. Però prima ha accennato al fatto che “la città” sia più o meno partecipe. Ma “città” è un concetto vago. Più concretamente, cosa vorrebbe dalla città? E non mi dica solo cose “filosofiche” come attaccamento alla maglia e cose simili. Va bene anche un prosaico: “Vorrei che venissero di più allo stadio per pagare il biglietto ed aiutare la baracca”.

 PC – Vorrei innanzitutto che la massima rappresentazione della città ci fosse vicina. Mi riferisco all’Amministrazione comunale. Abbiamo avuto un paio di incontri con il Sindaco e alcuni Assessori. Abbiamo detto a chiare lettere che da loro ci aspettiamo soltanto collaborazione nel rispetto reciproco, ognuno per il suo ruolo.

In risposta abbiamo ricevuto un atteggiamento ostruzionistico, come nell’ultima vicenda relativa alla realizzazione dei bagni a servizio della Tribuna A.

Essendoci già un progetto del “Pietro Scollo” omologato dal Coni,avevamo fatto richiesta dello stralcio di quel progetto riguardanei le opere da realizzare e abbiamo dovuto attendere quasi un mese per ottenerlo.Sin dal primo incontro ci è sembrato che fossero più interessati alla questione “contratto di comodato” dello Stadio che ad altro.

Per quanto ci riguarda, assumere la gestione dello stadio è stato un atto di responsabilità nei confronti del Comune che lo scorso anno non era in condizioni di apportare le necessarie migliorie al campo di gioco. Prima qualcuno si è divertito a far passare l’idea che lo stadio fosse stato dato a Piero Cundari. Poi, ancora oggi, si vuol far passare l’idea che il “Pietro Scollo” rappresenta chissà quale ricchezza per il Modica Calcio.

Adesso stiamo valutando le prescrizioni che ci sono state fatte per ottenere l’agibilità e anche li vedremo se sono state fatte valutazioni “oggettive”. Per quanto riguarda i tifosi io sono convinto che, se ci lasciano lavorare serenamente, porteremo di nuovo i modicani allo stadio.

Be.. insomma sta lanciando una sfida ai benpensanti ed agli immobilisti della città. Diciamo che il gioco si è fatto (democraticamente, per chiarire) duro.

Nel ringraziarla per questa intervista via FB, non volevo rubarle altro tempo ma se mi permette un altro paio di domande.

In realtà non vorrei affrontare argomenti tipicamente calcistici con domande/bomba come:” Cosa vi aspettate dal campionato” o cose simili”. Piuttosto a me interessa l’aspetto dell’avventura imprenditoriale perchè ci siamo accorti, da qualche anno, che lo sport è diventato l’hobby più costoso che ci sia.

A Scicli, per stare nei paraggi, non riescono a trovare 2/3.000 euro per perfezionare l’iscrizione al campionato, anzi, se glieli presta li fa contenti.

Lei è imprenditore e, in linea di massima, dovrebbe fare investimenti, quindi con una ipotesi di rientro e massimizzazione. Anche a beneficio di altri, magari dirigenti di più piccole società che ci leggono, la sua idea imprenditoriale legata al calcio – o allo sport in generale – quale è?

 

Lavori al Caitina


PC – Dopo 4 anni nel mondo calcistico dilettantistico mi sono fatto una mia idea. Non sono uno che pensa di avere le ricette in tasca, anzi in genere mi pongo molte domande e molti dubbi.

Credo che innanzitutto il calcio dilettantistico andrebbe riformato e restituito ad una dimensione appunto” dilettantistica”, quindi dovrebbe essere la vetrina ideale per i giovani non oltre i 20 anni. Attualmente se si hanno programmi ambiziosi, ritengo si possano realizzare in città con un tessuto imprenditoriale significativo, dotandosi di un centro sportivo proprio e puntando alla valorizzazione anche del proprio vivaio. Ed è un programma di medio lungo termine.

L’alternativa è galleggiare in questi campionati, con gli sofrzi personali e di qualche ezienda del territorio, magari giusto per promuovere in quel territorio la propria azienda.

Personalmente ritengo che questa stagione sia decisiva per la mia permanenza a Modica. Se non maturano le condizioni per programmare obiettivi ambiziosi, lascerò. Se non maturano le condizioni per programmare obiettivi ambiziosi o se dovessimo subire ancora il boicottaggio gratuito e strumentale del nostro lavoro, lascerò e non è detto che debba aspettare la fine della stagione.

Cosi chi odia lo “straniero” avrà modo di prenderne il posto e di godere delle ricchezze che vengono dalla gestione del “Pietro Scollo”

L’idea di “obiettivi ambiziosi” è stimolante. Cosa intende? Sempre risultati calcistici o ha in mente una “soft revolution” per il tessuto modicano… straniero o no che lei sia.

PC – Gli obiettivi ambiziosi a cui mi riferisco sono esclusivamente calcistici come mi sono trovato a dire prima ma certamente in relazione alle diverse prospettive societarie che riusciremo a trovare. Non è inutile ripetere che occorre che ci siano delle giuste condizioni generali per far si che un progetto vada avanti. Da cittadino e da imprenditore, invece, dai modicani ho solo da imparare.

Ultime due veloci domande veloci. La prima perchè ancora mr. Catania che era andato via….

PC – Seby Catania è un ottimo allenatore e lo scorso anno ha pagato lo scotto dell’esonero per come sono andate le cose;

..ed ecco l’ultimissima con il grazie per la sua estrema disponibilità: lei si occupa di solare. Ha fatto tutto alla luce del sole?

PC – mi sforzo di operare sempre alla luce del sole perchè la vita ed il lavoro mi hanno insegnato che la trasparenza paga._

 

Una foto storica con Cundari, l’ex sindaco Buscema, l’indimenticato “zio” Pietro Scollo e l’ex assessore Tatò Cavallino.

 

 

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