CALCIO/2ctg – L’Atletico Scicli vince e “sale” in Prima.

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Un’esplosione di gioia incontenibile; le lacrime del presidente Arrabito; lo spumante che vola e l’acqua che inonda spogliatoi e dirigenti. In questa immagine il post partita che ha promosso l’Atletico Scicli in Prima categoria.

SCICLI – Finalmente è successo. L’Atletico Scicli, la “creatura” coccolata e curata dal presidente Peppe Arrabito, fa l’impresa e passa, con tutti gli onori del caso, in Prima categoria. A lasciare il passo, il Macchitella che però ha giocato la sua partita, i play off promozione, senza lasciare niente agli avversarsi. Anzi, a dirla tutta, è stato quel pizzico di fortuna in più a decretare il pareggio finale e quindi il passaggio dello Scicli alla categoria superiore, forte del primo risultato vincente.

In effetti, il Macchitella è sembrato molto più ordinato in campo, con un assetto tattico definito capace di portare avanti della azioni costruite in maniera chiara. All’opposto l’Altetico ci ha però messo il cuore, la voglia di non perdere quest’occasione. E probabilmente, il fattore campo questa volta ha contribuito in maniera particolare nello spingere alla vittoria.

Il primo gol, che ha fatto esplodere la panchina ed i presenti, è di Cristian Assenza che riesce a scavalcare il portiere del Macchitella, Raffaele Stimolo. Un gol che arriva in atteso, al 50° del primo tempo, ben oltre il limite di tempo di gioco per il recupero di 6′ concesso dall’arbitro, l’ottimo Salvatore Di Giovanni (sez. Acireale). Minuti concessi per recuperare il tempo trascorso nel soccorre Cinici, il nr 4 del Macchitella che in una caduta ha riportato una probabile frattura dell’avanbraccio e che è stato ricoverato in ospedale per accertamenti.

Cristian Assenza, autore del gol per l’Atletico Scicli

Secondo Tempo

Al secondo tempo, il Macchitella scende in campo ben più convinto. Perdere non era tra le cose promesse anche ai supporter venuti in autobus a vedere l’incontro. Disposizione in campo, quindi, più compatta e chiusura totale alle azioni avversaria. E difatti lo Scicli trova difficoltà a superare a metà campo ed avvicinarsi al portiere.

La partita, una finale come questa, non poteva che essere anche nervosa ma sostanzialmente giocatori, dirigenti e tutto sommato anche il pubblico – tranne qualche canto inutile contro gli avversari – si sono tenuti dentro i limiti. Merito anche del direttore di gara che non ha troppo legato il gioco con continui interventi ma ha messo a tacere subito contestazioni e proteste.

Il pareggio al 34° del seconto tempo ad opera di Liborio Scudera, il nr 10 del Macchitella che lascia seduto per terra Yuri Lutri, il portierone dell’Atletico.

La corsa del Macchitella non serve però perchè il 2013 è destinato all’Atletico Scicli che al fischio finale, al pareggio del refereto, conquista la sua promozione.

Salti di gioia dei giocatori e lacrime non trattenute del presidente Arrabito: da oltre 10 anni lavora, con un impegno maniacale e senza risparmiarsi per questa squadra. E’ partito dalla terza categoria e pian piano, a suon di vittorie ed impegno, è adesso in Prima. Un traguardo che lo ha visto soffrire, proprio in questa finale, passeggiando nervosamente su e giù al di là della rete, spesso distogliendo lo sguardo dal campo.

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Tre squadre a Scicli

Adesso, dopo qualche giorno di vacanza, si dovrà comunciare a pensare al prossimo anno. Che oltre a dover prevedere cambi di strategia e maggior impegno per un campionato, la Prima che è certamente un salto di categoria completamente.

Ma non si può adesso dimenticare che tra Scicli, Per Scicli ed Atletico Scicli, la città ha adesso 3 squadre affastellate nei campionati di alta qualità del settore semi/professionale, tra Promozione e Prima categoria. Se in quest’anno trascorso, il senso di avere tre squadre spalmate in altrettanti campionati contigui era accettabile, adesso meno lo sarebbe avere tre squadre praticamente a ridosso una dell’altra. Se il “derby” sarebbe uno spettacolo cittadino, di certo ne soffrirebbe la possibilitò di avere una squadra, unica e  competitiva, per avanzare nel cammino delle categorie.

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