BASKET/H – La Nazione U22 a Modica e Pozzallo.

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Il ragazzi della Nazionale U22 di basket insieme con gli atleti dell'associazione Handy Sport di Ragusa
Il ragazzi della Nazionale U22 di basket insieme con gli atleti dell’associazione Handy Sport di Ragusa

MODICA/POZZALLO – Ritiro/vacanza per alcuni dei componenti della nazionale U22 di basket/H, ovvero in carrozzina alcuni dei quali reduci da impegni agonistici in Korea dove hanno raggiunto il 5° posto.

Al Kikki Village, sulla provinciale Modica/Pozzallo i ragazzi della nazionale hanno anche incontrato gli atleti iblei dell’associazione Handy Sport del presidente Gino Iacono.

Gli allenamenti della nazionale si sono tenuti nella palestra della scuola “Amore” di Pozzallo che hanno raggiunto grazie ai mezzi messi a disposizione dalla struttura del Kikki Village.

Ad accompagnare la nazionale, coach Marco Bergna, che è anche vice allenatore della nazionale maggiore, oltre che allenatore della Dynamo Sassari, squadra di basket/H che milita nel campionato di serie A insieme ad altre 7 società, nessuna siciliana.

Questa del Kikki Village – ha detto coach Bergna – è una struttura veramente ottima e che ci ha dato la possibilità di fare questa vacanza/sport al meglio. E come vacanza/allenamento, i nostri allenamenti sono stati due volte al giorno. Il tutto rilassarci dopo un anno intenso di campionati e per prepararci ai prossimi impegni internazionali che sono i Campionati Europei a Saragoza dal 1° all’8 settembre“.

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Filippo Carossino
Filippo Carossino

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Tra i giovani atleti, presente anche Filippo Carossino, tra i più promettenti e destinato a fare il passaggio definitivo nella nazionale maggiore. Vent’anni – prossimo ai 21 – ala/pivot, Filippo è stato tra gli aggregati alla nazionale che ha conquistato il 5° posto in Korea e quindi tra coloro che possono portare questa esperienza dentro la U22. Di Genova, Filippo ha una media di 25 punti a partita prossimamente in squadra con il Briantea parla della sua esperienza in squadra ed in nazionale.

Devo dire che anche se a 20 anni sono stato convocato in nazionale, non mi sono montato la testa. Come diciamo noi nell’ambiente, sono “rimasto con le ruote per terra” (facendo il verso al detto “sono rimasto con i piedi per terra”, ndr) ma di certo l’esperienza in Korea mi ha dato il modo di riversare tanto dentro la U22 e far crescere la squadra“.

Come è l’allenamento per questo sport?

Impegnativo. Si tratta di molte ore di palestra e poi la preparazione di tattica e tiro. In palestra ovviamente per irrobustire la parte superiore, del tronco, con cui noi gareggiamo. E diventare tosto perchè gli scontri e botte tra carrozzine in campo sono frequenti e neanche tanto delicate“, dice ridendo mentre coach Bergna ricorda come sia stato soprannominato “Purgatore” perchè “purga” gli avversari.

Sulla condizione che lo ha portato ad essere in basket/H, Filippo chiarisce come “ciascuno reagisce in maniera differente la propria vita. Di certo, non arrendersi mai è una condizione importante e bisogna cercare di vivere al massimo. Nel basket ho trovato l’opportunità di condividere con altri la mia esperienza“.

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Sull’impegno di coach, interviene lo stesso Bregna che ricorda come allenare una squadra “H” non sia facilissimo.

Ci dobbiamo confrontare con diverse realtà che hanno portato questi giovani a giocare in carrozzina. Ci sono diverse disabilità, diverse patologie mediche e su questa bisogna applicare la giusta metodoologia. Di certo, quello che io trovo nei ragazzi delle squadra che io alleno, è una forza d’animo ed una volontà di prima classe”.

Il Kikki Village, che ha ospitato la Nazionale U22, è un villaggio creato specificamente per offrire questi servizi di vacanze alle persone disabili e gestito dal CSR, il Consorizio Sicilianoo Riabitazione. nato nel 1995 grazie ad una donazione, prende il nome propio dal nome del figlio del fondatore, Kikki appunto, ragazzo disabile ormai deceduto. Dai primi 10.000/mq, adesso il villaggio si estende per quasi 50.000/mq ed è – a detta dei responsabili – il primo e forse l’unico in Europa a non avere completamente barriere architettoniche: in carrozzina puoi arrivare dove vuoi. Ha oggi 34 stanza completamente adatte ad accogliere disabili in carrozzina ed ha anche un centro di riabilitazione ben attrezzato. Una domanda sempre crescente che non è solo legata all’handicap ma anche a riabilitazione, esempio, dopo ictus.

Quello che ancora manca è un più organizzato centro benessere e riabilitativo e, soprattutto come ci confessa Biagio Russo che è il responsabile del centro, poter effettuare servizi di “internato” o “semiinternato” ovvero una sorta di centro che possa anche permettere terapie occupazionali anche come terapia di reinserimento.

 

 

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