BASKET/A2 – Passalacqua seconda alle Final Four.

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Una sconfitta di misura ma a merito di una ottima Umana Reyer Venezia fermano il filotto della Passalacqua a S. Martino di Lupari. Ora festa di fine campionato. Poi mercato per la  ricerca delle straniere che dovranno fare la differenza in A1.

SAN MARTINO DI LUPARI (PD) – Alla fine, il filotto targato Passalacqua, non è riuscito. La squadra del presidente Gianstefano Passalacqua, promossa in A1 è, arrivata in finalissima Final Four ma ha lasciato il passo alla Umana Reyer Venezia che si è aggiudicata la coppa.

Le Final Four, una sorta di Coppa Italia del basket, si sono tenute a San Martino di Lupari (PD), organizzati dalla locale A.S. S. Martino. La Passalacqua aveva chiesto di poter organizzare il week end di gare a Ragusa ma la federazione ha preferito il Nord Italia. A dire il vero, il palazzetto dello Sport di Ragusa sarebbe stato certamente ed enormemente meglio dotato per una finale di pregio come questa. La struttura iblea ha una qualità di alto livello che, obiettivamente, è di molto superiore a quello – peraltro accoglievole – di S. Martino. Ma la politica, le conoscenze, le pressioni, gli scambi, hanno favorito il Nord Italia. Anche perché, a dirla tutta, in questo caso è stata solo la Passalacqua a sobbarcarsi il viaggio areo “Catania-Venezia”, bus “Venezia-S.Martino” e ritorno essendo l’unica da terre lontane: la Umana Reyer, la Fila S. Martino di Lupari e la Carispezia Termo La Spezia tutte squadre del nord.

La partita tra le bianco/verdi ragusane e la amaranto veneziane era cominciata più che bene per le ragazze di coach Molino che hanno ingranato subito la marcia. Tanto che a pochi minuti dal via, il coach della Reyer, Liberalotto, ha dovuto chiamare subito un time-out per interrompere la scia positiva della Passalacqua che era già a 10 punti di vantaggio. E dal gioco in campo sembrava destinata a procedere senza interruzioni. La panchina veneziana si dimostrava, infatti, agitata perchè perdere in casa, non era nei piani societari ma si trovava, almeno in questa fase, a fare i conti con Milica Micovic che sbagliava pochi tiri da “tre” facendo lievitare il punteggio.

La Umana Reyer Venezia
La Umana Reyer Venezia

Con il passare dei minuti, la Passalacqua continua a correre ma diminuisce il ritmo e la Reyer recupera fino al 12-a-12 che richiede un intervento di coach Molino che chiama sua volta il time-out.

La tattica in campo comincia a cambiare. Le squadre capiscono che il gioco è impegnativo e si chiudono a riccio in difesa. Una difesa a uomo (donna!) esasperante che fa aumentare i falli, molti dei quali contestati sonoramente dal gruppo dei tifosi amaranto della Reyer.

Già quasi alla fine del primo tempo, le cose in campo cominciano a cambiare. E’ ancora la Passalacqua a dettare il gioco, un gioco molto veloce, con attacchi e rientri velocissimi con le ragazze al top degli scorer: miglior statistica nel tiro da tre (43% contro 36% Reyer) quasi 80% nei tiri liberi, 18 rimbalzi presi contro 10 della Reyer. Ma la Reyer comincia cambiare il passo: si dimostra più attenta, più corale nel gioco. Ed il tutto lo si vede nel punteggio: alla fine del primo quarto 20-19 per il Ragusa; 35-a-42 sempre per Ragusa alla fine del primo tempo.

Nel secondo tempo, il cosidetto “terzo tempino”, la Reyer torna in campo con una maggior visione di gioco. Non che la Passalacqua abbia diminuito l’intensità del gioco o abbia smesso di correre su è giù, anzi. Ma la Reyer è sembrata come quel maratoneta che, indietro ai compagni, stringe i denti e comincia a superare tutti, a denti stretti, avanzando verso la testa della gara.

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La Virtus Eirene Passalacqua Ragusa
La Virtus Eirene Passalacqua Ragusa

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E difatti Mandache e compagne, rientrano in gioco riprendendo il risultato. Il passaggio èi l 48-a-48, da cui la Passalacqua non riesce a riprendere la testa ed è, adesso lei, a dover inseguire. Il terzo tempino si chiude con 57-a-52 per il Venezia e cominciano a delinearsi i contorni del fine gara. Cmbiano anche i numeri in campo: la Reyer ha 41% di tiri da tre contro il 25% della Passalacqua; ha 51% di tiri contro il 45% dei ragusani. Insomma, il cambio di passo si vede.

Anche perché Milica e compagne cominciano a diventare nervose ed il gioco di squadra ne soffre. Non che diventino individualiste ma, anzi, forse cercano troppo la “fuorisclasse” che con tiri da tre – o anche da due – riesca a rimettere in linea il risultato.

Ma l’effetto è piuttosto di lasciare scappare troppi palloni, di perdere troppe occasioni, di passare fuori il pallone da sotto canestro – in attacco – per favorire una compagna nel tentativo del tiro “da tre”. E, assieme al resto, saltano fuori troppi errori, evidenziati dagli arbitri e contestati dalla panchina: doppie, passi, falli elementari, roba di ragazze alle prime armi.

Man mano che i minuti passano, avviandosi verso la conclusione, la grinta in faccia alle ragazze ragusane rimane ma il segnapunti inesorabilmente cambia lato: adesso è la Reyer ad aumentare il ritmo dei punti, debolmente seguita dalla Passalacqua.

Al fischio finale, il punteggio è di 67-a-75 per la Umana Reyer Venezia che si aggiudica il titolo delle Final Four.

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Mestamente in panchina con coach Molino, le ragazze in bianco/verde sembrano un po’ assenti, come se non si aspettassero un epilogo del genere dopo un campionato alla riscossa. Dopo la vittoria del giorno prima che le aveva qualificate per la finale, l’idea della vittoria era pienamente in mente.

Vittoria quindi, meritatissima, alla Reyer ed adesso altrettanto meritata pausa per le “passalacquine” che avranno adesso un paio di settimane di allenamento leggero prima della festa societaria che darà il “libera tutti” per qualche settimana di vacanza.

FFB – Foto su FaceBook

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Poi, si ricomincia. Il campionato del prossimo anno è la A1 e, manco a dirlo, nessuno dalla società si vuole sbottonare su che progetti ci sono su cosa si vuol fare.

Gianstefano Passalacqua, il presidente, è chiaro: “Abbiamo le idee chiare in testa – dice – ma in questo momento non voglio dire niente. Dobbiamo goderci la festa di fine campionato e poi se ne riparlerà. E la festa non sarà messa in discussione da questa sconfitta – conclude – perché è una partita e le avversarie hanno giocato benissimo”.

Ed allora, quali sono questi progetti A1? Di certo è che come head coach è riconfermato Nino Molino con il suo doppio – nel senso di ruolo e di stazza – in Maurizio Ferrara. D’altra parte, con un campionato de luxe come quello 2012/2013, difficile non farlo. E Gianstefano non potrebbe mettersi alla ricerca di un coach con il quale ha trovato un ottimo affiatamento.

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Le ragazze della Reyer Venezia
Le ragazze della Reyer Venezia

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Chi invece dovrà invece trovarsi qualche altra squadra, ovviamente, sarà qualche giocatrice. Non serve far nomi adesso ma la società si è messa alla ricerca di “straniere” – quelle 3 o 4 che permetterà la Lega – e che dovranno fare la differenza il prossimo anno.

Non che si aspettino sempre vittoria come quest’anno che ha portato una sola sconfitta ma è chiaro nella dirigenza la necessità di mettere mano a procuratori – e portafoglio – per rafforzare la squadra per, come si dice sempre, un dignitoso campionato che magari possa permettere qualche soddisfazione verso i vertici della classifica.

La ricerca è per quelle straniere di classe che all’avvio di campionato, verso ottobre, diamo un tocco “international” alla Eirene Virtus Passalacqua Ragusa._

Il ballo delle Vittoria della Reyer, con in primo piano, Miss Mandache.

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