ARTI MARZIALI – Tatami e parole: il judo secondo la Koizumi Scicli.

bloc 1
Il gruppo dei maestri e degli allievi presenti a Scicli alla Koizumi
Il gruppo dei maestri e degli allievi presenti a Scicli alla Koizumi (clicca per ingrandire)

.

SCICLI – Unire una lezione di perfezionamento sul tatami ad una serata in cui la discussione è sul “Bene ed il Male”. Un’idea quella del maestro Maurizio Pelligra del Judo Club Koizumi di Scicli e che ha visto presenti maestri ed atleti provenienti da palestre dalla provincia Ragusa, Siracusa, Caltanissetta e tutte facenti parte della AISE – Associazione Italiana Sport Educazione – associazione che ha sempre in Pelligra uno dei principali esponenti.

Ecco quindi una giornata divisa in due, con il primo pomeriggio con tutti sul tatami a perfezionarsi – pratica senza fine nelle “discipline di combattimento orientali“, così come sarebbe giusto chiamare le “arti marziali” – e serata ospiti del Site Mill, open space dedicato all’arte e per l’occasione, alla chiacchiera.

TATAMI E SUDORE

Il pomeriggio di combattimento è stato vissuto intensamente, con la presenza di una grande quantità tra cinture nere e marroni.

.

Maurizio Pelligra (dx) si appresta a far vedere la migliore esecuzione di un attacco.
Maurizio Pelligra (dx) si appresta a far vedere la migliore esecuzione di un attacco. (clicca per ingrandire)

.

Ospiti che avrebbero certamente meritato una location migliore e meno angusta dell’attuale palestra Koizumi. Argomento questo su cui Pelligra batte da tempo immemorabile, chiedendo – anche per i meriti sportivi dello stesso club, primo in Sicilia per trofei e tra i primi in Italia – il possibile uso di una spazio in una palestra comunale. Argomento questo su cui Pelligra, maestro e cintura nera sul tatami, è però come un allievo di primo pelo nei confronti di una burocrazia sorda e, sostanzialmente, disinteressata.

Se non adattissima è stata la location, di prima qualità è stato l’allenamento, con un ritmo tra esercizi e combattimenti, esasperante anche visti da fuori, con atleti che sudati e stanchi erano tenuti sempre sul vivo dai richiami di Pelligra. I cui interventi erano anche per richiamare alla massima perferzione nel portare un’azione di attacco o difesa.

Vale la pena citare l’unica ragazza presente, la cintura marrone Mariaclara Donzella che non ha certamente abbassato lo sguardo davanti ad avversari “maschi”. Anzi.

.

1-DSC_0079
Mariaclara Donzella pronta a “sbattere” per terra un avversario.

.

IO BENE, TU MALE

In serata, come dicevamo, una discussione con a tema “Il Bene ed il Male” con la presenza Alessandro Pluchino, fisico teorico dell’Università di Catania per la parte “scettica”, Fernanda Viola architetto in veste di “laica” e Giuseppe Scucces, insegnate di religione e quindi il “teologo” del gruppo. Un gruppo però sostanzialmente a “tradizione e trazione cattolica”.

.

il parterre dei relatori al "Site Mill"
il parterre dei relatori al “Site Mill”

.

A moderare la serata Giovanni Michele Fontana, maestro di judo anche lui e psichiatra presso il Dipartimento di Salute Mentale di Modica.

Una serata molto partecipata – quasi 120 presenti – in un bell’ambiente quale è il giardino del Site Mill che sarebbe potuta essere estremamente interessante se non ci fosse stato un uso eccessivo di pagine di libri da leggere, cosa che non ha certo giovato alla dinamicità della serata rendento oltremodo pesante un argomento che leggero non è proprio per natura.

Perchè si parlava di una “faccenda” tosta, che non ha praticamente soluzione: il Divino religioso, da tutti pensato come Bene Supremo, può essere compatibile con il Male, inteso come condizione penosa di vita dell’Uomo sulla Terra?

Un vicolo cieco entro cui – prima dei ragazzi del judo – si sono infilati in tanti e da millenni (da almeno 2000-e-14 anni!), con i religiosi che, da quando va di moda il Nuovo Testamento (la “bibbia” che si usa oggi, tipicamente i 4 vangeli) con il marchio di fabbrica del “Dio Buono”, cercano di giustificare il Male come accadimento autonomo dalla volontà divina.

Dall’altro, gli scettici che non riescono a razionalizzare il Male che accade a chi non ha colpe. L’esempio più usato era quello dei bambini disabili che nascono anche fortemente handicappati pur senza avere “colpe”: il “dio buono”, perchè permette questo?

.

Ottima ospitalità. Pasticcini per gli intervenuti e, a fine serata, assaggio di sake giapponese.
Ottima ospitalità. Pasticcini per gli intervenuti e, a fine serata, assaggio di sake giapponese.

.

Una discussione difficilmente risolvibile, se non andando per le vie spicce: se credi, accetti tutto. Se vuoi che la Ragione ti spieghi la Religione, è tempo perso.

Un argomento interessante anche per il punto di vista portato da Pelligra, maestro di Judo ma certamente studioso anche delle discipline orientali le cui filosofie – se non vogliamo chiamarle religioni – offrono un approccio diverso.

L’idea orientale è più orientata sul confucianesimo per cui – a grandi linee – esiste un “karma” in ciascuno di noi che non può essere modificato (in via occidentale si può definire “il destino”) ma per l’Uomo è possibile cambiare i propri comportamenti umani: l’impegno, la costanza, il servizio agli altri. Concetti, esempio, che vengono chiariti ai giovani che vanno per la prima volta in palestra per il judo: il servizio agli altri e l’essere sociale è la base da cui partire.

In questa visione, il Male è una parte dell’essere uomo. L’Uomo può però cambiare con i suoi comportamenti orientati al bene.

Certo, una visione piuttosto in linea con l’idea cattolica dell’operare per il bene dell’altro, dell’altruismo tipicizzato nella favola del “buon Samaritano” e che anche da Orienta lascia però senza concreta risposta la domanda iniziale: come giustifica il Male nel mondo?

Argomenti di uno spessore notevole, specie in un periodo come questo in cui, anche se non si dice praticamente mai, dall’Arabia all’Africa, i mille danni alla Società Umana vengono proprio dalle religioni e dalla visione integralista che hanno i diversi seguaci dei vari “libri” ritenuti sacri e degni di essere regole di vita, anche a costo della vita degli altri.

Per fare un inciso, in questa serata mancava la visione “atea”, ovveero di coloro che non credono a nessun dio e posizione filosofica opposta al “teismo”. L’ateo vede nella qualità dell’Uomo un imprintig, una forma di Essere che non trova nessuna validificazione in un progetto divino superiore. Anche sulla Moralità, che dovrebbe spiegare il Bene e il Male e come spiega bene Richard Dawkins in “La Illusione di Dio” non è dovuta a precetti religiosi ma è insita nell’Uomo per la sua stessa qualità di Essere Umano tra altri esseri umani, in continua evoluzione da millenni._

Ti è piaciuto questo articolo?

Leave a Reply

Your email address will not be published.