Agriacono Ardens Comiso: sfuma il sogno della promozione in B2

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Volley C Fle | Semifinale play off

S. Savio Messina 3 – Agriacono Comiso 0
(parziali 25-17 | 25-19 | 25-15)

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MESSINA/COMISO – Sfuma il sogno, cullato forse da una intera provincia pallavolista, di vedere la Agriacono Ardens Comiso arrivare in finale per i play off della C femminile. A sbarare il passo un S. Savio Messina che, in casa, si impone con un netto 3-a-0 rimandando i sogni di gloria iblei casmeneii.

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Un muro a difesa dell'Ardens (archivio)
Un muro a difesa dell’Ardens (archivio)

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Le ragazze di Piero Lombardo poco hanno potuto fare di fronte ad una formazione costruita per il salto di categoria, con atlete di categoria superiore come la palleggiatrice Ingrosso, l’argentina Miranda, la bulgara Tsancova, la romena Serban ed il libero Letizia. Contro questo ‘esercito straniero d’invasione‘, la tanta buona volontà delle comisane non è stata sufficiente per superare lo scoglio Messina e solo nel secondo set le casmenee hanno provato a mettere in difficoltà le messinesi, per poi cedere di schianto alla superiorità delle avversarie. Una sconfitta peraltro fuori casa, dove il fattore campo, emotivamente parlando, vale il 7° uomo in campo. Anche se, gli oltre 60 tifosi comisani andati a seguito delle ragazze con pullman ed auto, hanno vinto la ‘sfida degli spalti‘, surclassando i tifosi locali. Il tutto, ovviamente, nel limite delle regole e del fair play.

Campionato da incorniciare. Comunque

Certamente la vittoria, la coppa è per ogni sportivo, il coronamento dei suoi impegni, sforzi, sofferenze, sudore. Con buona pace di De Coubertin per il quale, l’importante, era ‘partecipare’. Ma anche se un podio non arriva, il sunto su un campionato non può essere fatto su una partita, che sia vittoria o sconfitta, ma su un percorso. E così dell’Agriacono si può certamente dire che questa serie C è stata fatta tutta all’attacco, con una grinta da squadra esperiente, con energia da vendere, con impegno mai domo.

Con una medaglia in più: le ragazze dell’Ardens Comiso, quest’anno targate Agriacono, sono tutte comisane, tranne Morgana Saracino che viene dalla ‘lontana’ Vittoria ma pur sempre svezzata al volley da Concetta Marchisciana. Quindi tutte atlete ‘indigene’, locali, cresciute nel vivaio della storica società casmenea. E l’accesso alle semifinali play off conferma che la politica societaria di valorizzazione delle risorse locali, dando il giusto spazio a chi si impegna e fiducia ai tecnici, ha pagato. Senza dimenticare una cosa: affidarsi a straniere, più o meno lontane, costa. Ed una società seria, che si rispetti, deve fare bene i conti a bilancio, perchè si cresce anche con la cura gestionale, che può portare lontani senza fuochi di paglia.

Orgoglio e progetti

La sconfitta forse può bruciare un po’ ma era un sogno e, capita che, i sogni svaniscano all’alba. Ma non c’è amarezza nell’enturage dell’Ardens. ‘Il sogno è finito – dice infatti il presidente della società Giovanni Sudano eppure se scavo in fondo all’animo non riesco a trovare nemmeno un briciolo di amarezza per quello che poteva essere e non è stato. Al contrario, a fine partita, mentre applaudivo la mia squadra, sentivo un forte orgoglio di appartenenza ad un gruppo che per dieci mesi si è espresso ad alti livelli, tenendo testa a team costruiti per il salto di categoria. Abbiamo portato in giro per la Sicilia una squadra amata dal pubblico di parte ed apprezzata dagli avversari; a volte anche invidiata per un gruppo interamente costruito in casa. Non di rado si vedevano in campo 4/6 di giocatrici con appena 15/16 anni. Di solito, dopo una sconfitta, nello sport si dice che un ciclo è finito; questa volta no. Chiudiamo l’anno con la consapevolezza di avere un gruppo coeso, tecnicamente forte, nel quale poter costruire una squadra ancor più competitiva per il prossimo anno. Ringrazio tutti gli attori protagonisti di questa splendida stagione; le atlete, Alessandra, Alessia, Federica, Giulia, Marta, Morgana, Paola, Rossana, Sara, Selene, Sofia ed ancora Sofia, il coach Piero, i dirigenti, con in testa il responsabile della C Salvo Cosentino, gli sponsor, i tifosi ed il gruppo degli ultras, che tanto si sono fatti “sentire” durante le partite sia in casa che in trasferta’.

Se la ‘C’ è in pausa, la società continua a lavorare. Anche perchè, guardando bene il percorso Ardens, ultima sconfitta in semifinale play off compresa, la squadra potrebbe avere un buon ranking isolano che la rende passibile di un ripescaggio in B2. Una eventualità non remotissima, considerando i regolamenti di federazione. E’ solo un’ipotesi ma che potrebbe avere un riscontro concreto. Si tratta adesso di aspettare fine giugno/inizio luglio quando la Fipav renderà noti i possibili calendari. E sarà allora che la società dovrà capire che fare, se accettare questa ipotesi B2, con annessi e connessi, o rimanere in C cercando la promozione sul campo per un altro anno. Per dirla tutta, se i ripescaggi non sono mai una bella cosa perchè sembrano le scorciatoie italiane per raggiungere un traguardo, per l’Ardens un percorso di merito c’è ed un tale accesso alla categoria superiore non sarebbe disdicevole. Senza dire che, giornalisticamente parlando, vedere un derby Comiso/Modica in B2, sarebbe interessante. Saranno però i dirigenti a dover dipanare l’eventuale nodo, considerando tutti gli aspetti. Allora, aspettiamo.

Under 16 in fase nazionale

Comunque, mentre le ‘ragazze in C‘ vanno in vacanza, a giocare a beach volley (manco a dirlo!), le giovanette della U16 sono ancora in piena attività, attività nazionale. Domani (mercoledi 1 giugno) partono per Lecce dove le aspettano 5 giorni di gare per il titolo di campionesse nazionali, dopo avere conquistato sul campo il titolo regionale. Un test duro, manco a dirlo, con 18 squadre rappresentative regionali, alcune delle quali diretta promanazione di squadre di serie A. Secondo gli esperti, favorite sono la Volley Ro (Roma) e la Orago Varese, realtà ‘continentali’ con altri mezzi e budget. Le U16 comisane si sono però spesso fatte rispettare, come quando tre anni fa arrivarono 10^, che è un risultato di tutto rispetto per la ‘periferia dell’impero’ come è la Sicilia.

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